Paky torna sulle scene con HD, racconto senza filtri della strada – o meglio, visto il titolo, racconto in alta definizione (“Ho visto la strada vera in HD/Mica in un film o dentro una puntata”). Ad accompagnarlo un video diretto da Amedeo Zancanella, che però questa strada deve pure tradurla in visione, deve, in altre parole, filtrarla.
Il video, che è supervisionato da Giulio Rosati e prodotto da The Hills, porta con sé una comunione di sguardi e competenze. Non stupisce dunque ritrovarvi una sintesi dei temi e delle estetiche che hanno definito la videografia del rap di periferia negli ultimi anni: il massimalismo degli effetti, del montaggio e il virtuosismo delle transizioni, cifra che Zancanella ha sempre coltivato anche in lavori più leggeri (qui i riferimenti sono soprattutto internazionali, vedi la sequenza ispirata a Carnival), e un documentarismo che non rinuncia a una fotografia fortemente estetizzante (qui vengono alla mente certi lavori di Vicari, come Money o Non parlarmi), estremizzata da un uso insistito dello slow motion. Dal punto di vista tecnico, è un video consapevole e maturo e c’è da essere convinti che, nel suo genere, in Italia, diventerà uno standard per molti.
Qualcuno obietterà che sono cose già viste. E immerse in un contesto iconografico già noto – visto e stravisto, si dirà. Ma sarebbe come lamentarsi che nel rap ci siano le rime.
L’adesione a questo immaginario, compresa la spettacolarizzazione del crimine – anzi, soprattutto la spettacolarizzazione del crimine -, è una condizione necessaria se si lavora su un brano come questo. Solo operando dentro il genere, infatti, il video può restituirne, senza appiattirlo, il suo messaggio di denuncia. “Cambierà il mio sguardo / Quando cambierà lo sfondo”, dice Paky.
Ma c’è un grado di complessità in più: oggi questo sguardo conforma questo sfondo. La realtà che la canzone e il video vogliono raccontare è oggi plasmata dal mito stesso che il rap – con la sua iconografia – ha costruito attorno ad essa, sono inscindibili l’una dall’altro. Per cambiare questo sfondo, tocca cominciare dallo sguardo e, almeno in parte, HD sembra un lavoro consapevole di ciò.
Sottrarsi a questo linguaggio è impossibile, è il ghetto estetico dentro il quale si è infilato il rap. Che fare? La risposta che sembra darci HD è di assimilarne le tendenze, rielaborarle e risputarle fuori in un nuovo unicum, non meno spettacolare, ma più crudo e diretto, dove la violenza non è fine a sé stessa, ma sfocia nel dramma (ditemi in quale videoclip italiano si è messa in scena la morte di una bambina?).
Fatta questa tara, anche gli aspetti irricevibili (per esempio, in questo specifico video, la rappresentazione delle donne: ridotte ancora una volta a corpi, a culi, o nel migliore dei casi a madri addolorate – ancora ferme, insomma, alla dicotomia santa-o-puttana), pur non essendo giustificabili, diventano almeno comprensibili. Mentre sul piano stilistico, perfino le scelte apparentemente anacronistiche (il riavvolgimento completo del video, nel 2025?) assumono una loro coerenza. HD è un video equilibratissimo: forse ancora fermo a un primo grado di decostruzione, ma che potrebbe aprire una strada nuova.
Credits
Una produzione TheHills
Director: Amedeo Zancanella
Supervisor: Giulio Rosati
Executive Producer: Valentina Bordoni
Producer: Alessandro Bordoni
Production Assistant: Michele Capodaglio
Administration: Andrea Chelli
Director of Photography: Francesco Bartoli Avvenuti
1st AC: Carlo Zamboni, Nicola Calabrese, Emma Mariano
2nd AC: Anna Caruso, Vincenzo Buonsanto, Giulio Rossi
Grip: Francesco Caffa, Leonardo Caffa, Denis Farioli, Roberto Migliavacca, Salvatore Gaudio
Gaffer: Mario Miccoli
Electrician: Andrea Frigerio, Ivano Francavilla, Ludovico Aliverti, Matteo Corti
Set Designer: Chiara Mascheroni
Styling: Aurora Dolce
Pole Dancer: Do Vale Raila Apolonia
Comparse: SQ Kids, Max De Palma, Elisa Gheoni, Lucia Maite Cavallera, Mary D’Angelo, Jessica Nicolosi
Drifter: Matteo Bua, Nicolò Ciminella, Elia Capraro
Technical Equipment: Videodesign
VFX: Andrea Bazzi, Federico Catania
Colorist: Mattia Saggiomo
Thanks to: Warner Music Italy, Comune di Rozzano, Polizia locale di Rozzano, Maxis Italian Custom, Danza Passion, Roberto Minotti, Play Club, Alex Traslochi, tutte le persone che hanno partecipato, con un ringraziamento speciale a Riccardo Mola
