Diretto dal collettivo Bleu Desert e prodotto da Henry, il videoclip di Takita anticipa Malvado, il nuovo album del rapper francese Lesram. In apertura vediamo l’artista entrare nell’ascensore di un palazzone di periferia. Se l’ascensore si presterebbe a una facile metafora di ascesa sociale, dal basso verso i piani alti, il video ne ribalta completamente la prospettiva: grazie al motion control, infatti, la macchina da presa ruota inesorabilmente in un movimento ciclico, ripetitivo e orizzontale. La porta offre l’unica via di fuga, uno squarcio di luce in una realtà violenta.
«“J’tourne en rond comme mon lexique” (giro in tondo come il mio lessico) — La nostra macchina da presa, bloccata in un ascensore, ne rappresenta il simbolo», commenta il trio di registi, riprendendo uno dei versi della canzone. «I paesaggi scorrono attraverso le porte metalliche che si aprono e si chiudono mentre la vita nell’edificio continua. Bloccati, sognando un altrove».
Il contrasto tra gli spazi naturali intravisti oltre la porta e la quotidianità della periferia è fortissimo. I paesaggio rappresenta una forma di fuga dalla realtà, si potrebbe interpretarla come una proiezione interiore, un sogno necessario per resistere nel caos. Al tempo stesso però, anche alla luce di alcuni riferimenti espliciti presenti nel testo, questi paesaggi rimandano alle rotte migratorie e a quelle della droga, tracciando un filo rosso che collega queste realtà alle periferie delle metropoli europee.
Le rime di Takita offrono il ritratto amaro di un giovane emarginato e disilluso a partire dall’immaginario tipico del rap di strada, fatto di spaccio e luci blu delle volanti che spuntano dietro l’angolo. Il testo descrive in modo crudo anche una pressione sociale opprimente, mentre il video, attraverso il suo dispositivo di messa in scena e il suo finale in loop, restituisce plasticamente l’impasse politica che ne rappresenta la causa principale.
Credits
Réalisé par BLEU DESERT
PRODUCTION – HENRY
Producteurs exécutifs Ulysse Ancele, Alia Mazouz, Hugo Diaz
Directrices de production Marion d’Ornano et Marie Brillant
Coordinatrice de production Elsa Maignan
Assistants de production Arthur Lieutaud et Noa Alaya
DOP Kamiel Doens
1er AC Cyprien Jeancolas
2nd AC Angela Raue
Opérateur Motion Control Matthijs Van Der Burgt
1er AD Valentin Peoc’h
2nd AD Laura Fourneaux
Styliste Slim Boussaha
Assistante styliste Apollonia Crova
Cheffe Décoratrice Joy Klasen
Assistants décorateurs Guillaume Marty & Jules Moreau
Chefs de construction Jules Sauthier & Jim Querez
Constructeurs Simon Ducouret, Lionel Coudray
Assistant Constructeur Herinarivo Rakotomanana
Régisseurs généraux François Falzi & Mehdi Seknaji
Régisseurs Lionel Peltier, Armel Bourgogne, Alice Chomier, Cyprien Chatry, Dylan Padula, Arthur Lieutaud
Chef Électricien Pierrick Lefrileux
Electriciens Louis Trimaille, Antonin Erat, Laël Janot & Loup Ballif
Chef Machiniste Titouan Gallo
Machinistes Thomas Alirand & Tangui Hoarau
Directrice de casting Johanna Renard
Making Of Mathilde Piraube
POST-PRODUCTION – DISGUYS
Post Producteur Marc-Antoine Brouard
Monteur Antonin Brones
VFX Rindra Andria
Étalonneur Arthur Paux
Confo Martin Geley
SON – CAPITAINE PLOUF
Diane Bomal
Maxime Vanderbeck
Sébastien Cannas
LABEL – BLUESKY
Jeanne Grenat
Avec : Mickaël Nestoret, Madiba Gassana, Assane Sow, Louka Montabord, Rayane Hadjhammou, Manuel Rui Batista, Nabil Benahmed, Abdel Baki Bousmaha, Françoise Bouvat, Jorge Da Silva, Aminata Diaby, Sofia Khartouch, Hatika Karaoui, Jalil Maalem, Zachariya Macha, Joseph Marcos, Marvin Mbaloula, Oumar Moindjie, Jérémy Montiel, Mouelé Quentin, Cécile Kabié Okeke, Cihat Polat, Roméo Ponge Prince, Laham Reinelle, Scotty Rezir, Sara Sahle, Yanis Said, Kevin Sanchez, Gilbert Sidibé, Steeven Molard, Damien Thouvenot, Noah Traore, Tino Gatto, Lorick Seyer, Joseph Rossi
Remerciements: Shot in Mars, Amical, Transpalux, Cute Models, Port de corbières, Grand port maritime de Marseille
Avec le soutien du CNC
