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Alessio Rosa

Western psichedelico nel nuovo video degli Inude. Shadow of a Gun segue la serie di “video-copertine” create dal duo Acquasintetica (Gianvito Cofano e Alberto Mocellin, aka Balto) per i brani So Easy, Sleep e By The Ocean della band pugliese.

Tre lavori minimali a partire dal frame, un quadrato ritagliato al centro dello schermo che richiama appunto la forma delle classiche album cover. Il nuovo promo si apre invece al racconto, seppur rarefatto. Protagonista un cowboy allucinato che, dopo una tirata di bong, finisce a twerkare su tacchi a spillo fra macchine del fumo e luci al neon.

Due scappati di casa, amici per la pelle, entrano in possesso di un telecomando capace di mettere in pausa il resto del mondo. Una premessa fantascientifica che, un po’ come in Cambia la tua vita con un click, diventa il pretesto per una parabola sui valori che contano davvero nella vita. Nel caso di Brothers, brano strappalacrime delle irlandesi Pillow Queens, non poteva che essere la fraternità fra amici. Regia di Kate Dolan.

La star della musica belga, la francofona Angéle, è protagonista di una serie di innumerevoli parodie di spot pubblicitari nel suo ultimo video Oui ou Non. La clip, diretta da Brice VDH, fa ironia dei luoghi comuni e delle ipocrisie della comunicazione pubblicitaria, puntando l’indice soprattutto contro gli stereotipi di genere.

Il video di Regarde-Moi si apre sullo sguardo fisso e catatonico del suo autore, Lomepal, al secolo Antoine Valentinelli. La clip scritta e diretta da Dario Fau ci porta dentro la mente del cantante francese, ossessionato dalle donne e qui mortalmente infatutato di una giovane ragazza bionda al punto di perdere contatto con la realtà e regalare tre minuti di allucinazioni tra il tetro e l’umoristico.

Dj Shadow e Sam Pilling regalano sempre delle perle. In Rocket Fuel, il regista inglese reimmagina l’allunaggio di Armstrong e Aldrin pescando a piene mani delle teorie del complotto: ovviamente si tratta di una ripresa in studio e altrettanto ovviamente è proprio Stanley Kubrick a dirigerlo!

Le cose però vanno malissimo: i due astronauti iniziano a darsele di santa ragione – botte da orbi in un crescendo di gag che già avevamo apprezzato nel precedente Nobody Speak – e mentre il mondo assiste divertito al cambio di programma, presso la sala di controllo della Nasa si scatena una rissa che coinvolge anche il presidente Nixon.

Pilling conferma il suo talento per idee fortissime e memorabili, realizzando uno dei video più divertenti dell’anno, ma ad essere davvero ammirabile è la sua abilità di scrittura, capace di dare corpo e ritmo al racconto, nonché la maestria nel caratterizzare i personaggi – pure quelli del found footage! – nello spazio di pochissime inquadrature.

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