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Alessio Rosa

Con giusto sette-otto anni di ritardo Katy Perry mette le mani su CANADA, ottenendo la produzione della casa catalana più cool, anche se la regia di Harleys in Hawaii è del trio Manson (Pau Lopez, Gerardo del Hierro e Tomas Pena) e non di Nicolas Mendez.

Ad ogni modo si tratta di un esperimento: da un lato una diva, una superstar abituata a videoclip puliti, saturi nei colori e giocosi nei contenuti, con lei spesso nei panni di un personaggio da cartoon, dall’altro un trio di videomaker che amano i formati di “serie b”, 16mm in testa, portatori di un’estetica retro, apertamente citazionista e spesso “sporca”.

Il risultato è un videoclip ondivago, che solo alla fine sterza deciso verso la storia d’amore. Emerge infatti nella parte conclusiva un ritratto di coppia passionale, dove prevale la serietà sul gioco, l’intimità sullo spettacolo come richiedeva l’origine biografica del brano.

December di Nadine Carina diventa un messaggio dentro una bottiglia destinato al disperato abitante di una spiaggia desolata (Eugenio Krilov). Diversamente naufraghi, i due si cercano pure tramite segnali di fumo, in una sorta di metafora dell’incomunicabilità di coppia: riusciranno prima o poi a incontrarsi? Diretto da Paperboat Video in collaborazione con Dodo’s Art Video.

Credits

Diretto da: Paperboat Video in collaborazione con Dodo’s Art Video
Riprese aeree: Dronedigital
Attore: Eugenio Krilov


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Il regista brasiliano Fernando Nogari mette in scena una maratona di ballo clandestina, ispirata a quelle che si svolgevano durante la Grande Depressione negli Stati Uniti e raccontate dal film Non si uccidono così anche i cavalli?, per il pezzo techno Liquid Slow, firmato da Chris Liebling e Charlotte de Witte.

Se la camera e la grana sporca (fotografia di Erik Henriksson) esaltano la prova fisica della protagonista Juana Chi, lentamente lungo i sei minuti della clip emerge una storia: la ragazza deve salvare il suo fidanzato, aiutandolo a ripagare un debito.

«Quando ho sentito per la prima volta il brano di Liebing e de Witte», ha affermato il regista, in una nota ripresa da Nowness, «la prima cosa che ha colpito la mia immaginazione, oltre alla sua inquietante qualità atmosferica, sono state le parole minimaliste che vengono ripetute continuamente.

«Anche se la sua voce è ferma e calma – proseuge Nogari -, mi ha trasmesso la sensazione di essere sorvegliato, di essere sotto controllo. Questo mi ha fatto pensare alla silenziosa oppressione in cui viviamo oggi, quando anche le cose più piccole e semplici si trasformano in consumo e profitto. Come l’atto di danzare. Il sorriso sottile sul volto della protagonista alla fine serve a ricordarci che, per quanto oppressi, la nostra capacità di amare e sognare è ciò che ci salverà».

Dopo quasi tre anni di onorata professione è giunto il momento di mandare in soffitta il vecchio sito di Videoclip Italia e rinnovarlo completamente. Un rinnovo che parte dal nuovo logotipo, sempre ad opera del bravissimo Guido Dal Prà – suo era anche quel mitico bannerone rosso-verde che ha campeggiato in alto su questo sito fino a ieri –, e va fino all’organizzazione dei contenuti.

Si potrebbe dire che fino ad ora è stato tutto un esperimento, un tentativo di capire in che direzione andare con questo magazine. La nostra ricerca non è conclusa, ma le idee sono più chiare. Il nuovo sito non è solo ottimizzato per essere più veloce nel caricamento e più fresco e coerente nel design, ma presenta i contenuti in una gerarchia più strutturata, fornendo di fatto uno strumento in più ai fruitori.

Innanzitutto abbiamo introdotto la categoria “Imperdibili” per segnalare i nostri video preferiti freschi di uscita, che troverete in alto sotto la sezione principale, che rimane sempre dedicata agli articoli speciali (interviste, commenti approfondimenti, classifiche). Gli Imperdibili sono letteralmente i video da non perdere, quelli che ogni appassionato che si voglia definire tale deve assolutamente guardare.

Guido Dal Prà ha disegnato anche un badge da applicare sulla cover del video su Vimeo, come fosse una medaglia da appuntarsi con orgoglio. Mica pizza e fichi.

Subito sotto, nella colonna principale, troverete le altre scelte della redazione: magari non si tratta di capolavori, ma sono comunque il frutto di una selezione accurata e per diversi motivi meritano di essere visti e apprezzati dai nostri lettori.

La colonna secondaria a destra invece propone uno slider con le playlist mensili, dove racchiudiamo le migliori uscite mese per mese, le classifiche degli anni passati e infine le “submissions”: i video che ci vengono proposti da lettori e professionisti tramite l’apposito form.

Spesso questi video sono fatti a bassissimo budget o da persone alle prime armi e per questi motivi non hanno la qualità sufficiente per essere parte della selezione principale. Cionondimeno vi è possibile riscontrare dei motivi di interesse e riteniamo giusto gratificare chi vi ha lavorato, pubblicando il loro video sul nostro sito.

Da sempre l’obiettivo di Videoclip Italia è di offrire una guida, una sorta di mappa per orientarsi nel marasma delle uscite quotidiane, un baluardo contro l’oblio dello scroll facile: mettere un punto su un’opera, riconoscerne i meriti, darne valore. Con questo nuovo sito e con la nostra immagine rinnovata contiamo di riuscire a farlo meglio.

Il videoclip è materia bistrattata, il più delle volte anche giustamente. Eppure c’è chi ne riesce a fare un’arte: ci sono delle scintille qua e là.

In Italia, in particolare, la situazione è se possibile anche più deprimente. La sensazione è che le case discografiche vedano i promo come una seccatura, qualcosa da dover fare, ma senza una vera e propria strategia. Allo stesso modo molti musicisti lo vedono come una noia, come fosse una tassa da pagare sull’altare del marketing, anziché l’opportunità di espandere il loro immaginario. E se questo non bastasse, molti registi sono ignoranti, hanno una visione limitata del mezzo e delle sue potenzialità.

Vi è in sintesi tanto una mancanza di visione e di budget, quanto di cultura videomusicale, sia al livello delle etichette discografiche che delle case di produzione.

In questo panorama si stagliano delle eccezioni: la nostra missione è scovarle e segnalarvele. Un lavoro costante che continueremo a fare con ancora più convinzione a partire da oggi.

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Il ritratto intimo di cinque ragazze e un mazzo di fiori che brucia. Il trucco messo sbagliato, il tempo che passa mentre il senso di nostaglia è acuito dalla scelta del 4:3 e dalla finta grana (ma ben resa) di pellicola. Periferia (Lo Sai) è diretto dal duo Giovanni Lentini e Rocco Casella (Roman&Stanley Production), mentre la musica è dei Ctrl Z. Sul Behance degli autori si può apprezzare il lavoro svolto anche per il canale Instagram della band.


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