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Gazzelle

Ingredienti per realizzare un video adatto ad accompagnare un altro pezzo di Gazzelle dalle sonorità allegre ma dal testo profondamente triste e nostalgico, legato indissolubilmente ad una storia d’amore finita: ambientare tutto di notte in un parcheggio con relativo furgone del paninaro (interpretato da Mocho del gruppo di cuochi-youtuber Cucina Da Uomini) e  far danzare a due bravissimi ballerini (Flaminia Genoese e Giuseppe D’andrizza) dal look vagamente skinhead (curato da Tiny Idols) una stupenda coreografia che mischia sensualità e sfida, fatta di avvicinamenti e fughe, carezze e provocazioni, sguardi e sorrisi, ispirandosi in qualche modo alla tensione e l’attrazione di un rapporto sessuale oltre che a certe relazioni sentimentali. Ciliegina finale un cammeo del cantante post titoli di coda, in puro stile cinematografico.

A dirigere la clip il collettivo BENDO, che torna a collaborare con l’artista romano dopo NMRPM, coadiuvato dall’ottima fotografia di Tommaso Terigi (già DOP nei lavori diretti da Giada BossiBellissimo di Ghemon e Il Tempo Non Ci Basterà di Mecna).

 

MONDO

Childish Gambino – Feels Like Summer (Donald Glover, Ivan Dixon e Greg Sharp)
The Blaze – Queens (The Blaze)
Kanye West, Lil Pump feat. Adele Givens – I Love It (Kanye West, Amanda Adelson)
Yesh – VII (rubberband)
Fleet Foxes – I Am All That I Need / Arroyo Seco / Thumbprint Scar (Sean Pecknold)
Anouk – Het is klaar (Michael Middelkoop)
Joji – Slow dancing in the dark (Jared Hogan)
Justice – Love SOS (Edouard Salier)
Prince – Mary Don’t You Weep (Salomon Ligthelm)
Jessica – Catenaccio (NYSU)*
Welles – Rock N Roll (BASA)

ITALIA

Subsonica – Bottiglie rotte (Donato Sansone)
Gazzelle – Tutta la vita (Jacopo Farina)
Tomat Petrella – Trappist 1 E (Gabriele Ottino)
Maldestro – Spine (Zavvo Nicolosi)

*Non presente

È stato un mese ricco di uscite musicali e, dunque, anche di videoclip. Come al solito abbiamo faticato a stare al passo con la produzione nazionale ed internazionale, ma diverse chicche davvero imperdibili ci sono passate davanti agli occhi e con piacere ve le vi riproponiamo in questa agile playlist.

Dall’estero è arrivato subito il nuovo video di Childish Gambino (il primo post This Is America), con un cartoon stile Boondocks dalla palette di colori irresistibile, colmo di riferimenti allo show-biz musicale e che sfida lo spettatore ad identificarli tutti. Sempre sul fronte hip-hop, si segnala anche l’ultima uscita di Kanye West, su un tono più comico e assai meno nostalgico: in I Love It, il rapper dà vita ad un siparietto con abiti e donne fuori scala in compagnia di Lil Pump e Adele Givens.

Abbiamo scelto poi il nuovo lavoro dei The Blaze, che con Queens spostano il loro focus di attenzione dal maschio alla femmina, inscenando la fortissima relazione di amicizia fra due ragazze romaní. Di rapporti fra donne – in questo caso nonna, madre e figlia – parla anche VII realizzato dai rubberband per Yesh, che ci regala alcuni dei frame più potenti dell’anno. Così come di grande impatto visivo è anche Slow Dancin in the Dark diretto da Jared Hogan per Joji, col suo gore estatico e surreale. E decisamente gore è anche la clamorosa svolta narrativa in Love SOS, che quel vecchio volpone di Edouard Salier ha diretto per i Justice e che si conclude con una scena di azione violenta dalla resa estremamente dinamica e francamente perfetta.

Veniamo poi alle cose strane forti. Su tutte l’ennesimo enigmatico video di Sean Pecknold per la band del fratello Robin, i Fleet Foxes: I Am All That I Need / Arroyo Seco / Thumbprint Scar ci trasporta in un mondo a parte, fatto di regole che possiamo solo intuire, regalandoci un’esperienza visiva cui semplicemente abbandonarsi.  Ancora nel campo delle bizzarie, ci hanno entusiasmato  due lavori fra loro molto simili come approccio alla materia: Catenaccio di NYSU ed Het Is Klaar di Michael Middelkoop sono infatti due lavori che mettono al centro il montaggio e la ripetizione. Nel primo, una situazione enigmatica, tra il buffo e l’angoscioso, si evolve in un crescendo grottesco di campi e controcampi che esplorano tutte le possibili combinazioni fra gli elementi messi in scena; nel secondo, una serie di tableaux vivants presentano il medesimo plot (il maschicidio) in un susseguirsi di variazioni parossistiche.

Sul piano dell’animazione è stato un altro mese ricco di uscite interessanti. Infatti, oltre al già citato Feels Like Summer, abbiamo dato spazio a lavori molto differenti come  Mirapolis (Aurélie Castex per Rone), Suspirium (Ruffmercy per Thom Yorke) ed Emulate (Daniel Zvereff per Okay Kaya), ma per questa playlist vi proponiamo un video che c’era sfuggito, ovvero Rock N Roll, realizzato dallo studio messicano BASA per Welles, che altro non è che una spassosissima ode al rock.

Concludiamo la panoramica sulle migliori uscite estere, con il video che promuove l’ultima raccolta di inediti di Prince. Diretto da Salomon Lighthelm, Mary Don’t You Weep è un trip post-mortem che non lascia indifferenti, grazie ad una fotografia splendida e alla grande abilità del regista americano di sintetizzare visivamente concetti ed emozioni in quadri di grande impatto.

Sul fronte italiano è stato un mese di ottime uscite. Fra tutte ne abbiamo scelte quattro, che danno un’idea della felice varietà produttiva che prova ad affermarsi nel nostro paese: Bottiglie Rotte, lavoro semplice e concettuale diretto Donato Sansone per i Subsonica, con un playback minimal che viene montato (e smontato) con le dita sullo smartphone); Gazzelle Tutta la vita davanti, che è invece un playback molto cinematografico, ambientato in un misterioso club che ben rappresenta l’immaginario promiscuo e multiculturale del regista Jacopo Farina; Gabriele Ottino con un gran lavoro di montaggio su found footage digitale, adattissimo alle pulsazioni elettroniche di Trappist 1 E del duo Tomat Petrella; infine, il lussereggiante occulto siculo inscenato con grande abilità da Zavvo Nicolosi in Spine, per Maldestro, video narattivo di indiscutibile qualità.

Gazzelle annuncia l’uscita del prossimo album con il lancio di Tutta la vita davanti, ballatona da sing-along il cui video è stato affidato a Jacopo Farina. Il sorprendente playback viene eseguito dal perfomer milanese Gianluca Persia, mentre il cantautore romano osserva l’umanità varia che affolla lo strano club dove è ambientato il video. C’è gente che balla e gente che piange, ma sono tutti inevitabilmente toccati dalle lyrics della canzone. Abbiammo tutta la vita davanti, si ma davanti a un bar…

Che anno è stato per il videoclip italiano? Complessivamente positivo, magari non tale da farci parlare di risorgimento, ma sono arrivate importanti conferme da un manipolo di videomaker che, siamo convinti, daranno ancora molti frutti in futuro. Fuori dall’indie – inteso qui come un calderone generico che contiene tutta la musica italiana extrasanremese, extratalent, extraligabuevascorossi (eh sì, siamo ancora lì…) – la situazione rimane però drammatica. Facciamo nostre le parole di Francesco Lettieri:

I video mainstream italiani sono di un livello bassissimo, girati completamente a cazzo di cane (passatemi la volgarità), senza un minimo di gusto e competenza. Mi chiedo come sia possibile e l’unica risposta è che è proprio quello che si meritano. Il pop italiano è indecente (da Mucchio Selvaggio, settembre 2017, p.48)

La classifica che segue, al di là delle gerarchie che, come è ovvio, lasciano il tempo che trovano, restituisce una fotografia abbastanza precisa dello stato del videoclip italiano. La qualità media di questa lista, ammettiamolo, non è alta: la maggior parte dei video sono discreti, ma poco altro. I video di valore sono infatti le eccezioni che confermano la regola di un settore asfittico, che paga e pagherà ancora a lungo non tanto le ristrettezze economiche, ma soprattutto la pressoché totale assenza di una cultura videomusicale.

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