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The Sacred Egg

Bianco e nero, bene e male, ying e yang: mettetela come volete, ma Be Someone è un video di contrasti forti. Sulle note della traccia dei Camel Phat – mentre a cantare è Jake Bugg -, la clip si apre con un funerale a cui assistono solo due persone. In realtà si tratta di due lati della stessa persona – interpretati entrambi da Charlie Palmer-Rothwell -, che decidono di prendere direzioni diverse.

I The Sacred Egg ci mostrano quindi le due vite scorrere parallele, dando ovvio spazio alle differenze, ma al fine di rivelarci le profonde somiglianze. Morale della storia: il bianco senza il nero non può stare, il bene non può esistere senza il male e viceversa. Da lì la spirale autodistruttiva dei protagonisti, per così tornare al funerale dell’incipit. Solo che questa volta le bare sono due.

Sono passati decenni dalla nascita e dalla diffusione del videoclip, ma l’intensa produzione dell’anno in dirittura d’arrivo (sempre più eclettica e variegata) è l’ennesima dimostrazione di come questo tipo di comunicazione, che unisce immagini e musica, sia ancora il mezzo più potente e diretto a disposizione di un artista per presentare agli ascoltatori la propria proposta creativa.

Un particolare che ho notato nelle classifiche delle testate internazionali è una certa autoreferenzialità tipica dei paesi anglofoni (in particolare nelle testate statunitensi): anche se è ovviamente impossibile escludere dalla top ten lavori del calibro di This Is America, mi sembra esagerato citare prodotti tecnicamente ineccepibili ma fini a sé stessi come la notte al museo dei coniugi Carter, o peggio ancora Ariana Grande che fa il verso a Mean Girls, ma tant’è.

Buona visione!

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Cominciamo a pubblicare le classifiche di quest’anno a partire da questa Top 20 dedicata ai video esteri a cura del fondatore di Videoclip Italia, Alessio Rosa.

Quella che segue è una classifica spudoratamente soggettiva. L’unica cosa che mi sono davvero sforzato di fare è stata di mettere quanti più generi di video possibili. Questo in termini puramente estetici: mancano infatti i video ultrapop centrati sulla figura della star di turno. In questo senso, una cosa ibrida tipo i video di Nicolas Mendez per Rosalia poteva anche starci, ma tant’è.

PS: Nei commenti ai video ho aggiunto diversi riferimenti ad altri video ugualmente meritevoli delle prime venti posizioni. Del resto anche quest’annata è andata piuttosto bene, con diversi piccoli miracoli. Dispiace davvero per chi si ostina snobbare questa forma d’arte o non ha modo di approfondirla come meriterebbe.

Cominciamo…

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Carnage e Steve Aoki arruolano i The Sacred Egg per dare un abito visivo alla loro ultima creazione, Genocide Plur. Il duo di registi li ripaga con un video di rara assurdità e incantevole potenza visiva.

E se gli angeli dei quadri rinascimentali fossero in realtà dei bambini cattivissimi, ricoperti di tatuaggi e divisi in gang assatanate che passano il tempo a prendersi a mazzate? Difficile immaginare un’idea migliore per un videoclip.

Clicca qui per vedere la versione Vimeo.

The Sacred Egg dirige anche How Did We Get So Dark? per il duo Royal Blood. Si tratta di un action thriller improbabile, dove uno spietato protagonista si aggira nella notte senza fine ammazzando diversi possessori di…conigli. Tantissimi conigli, insomma, tra spari nel buio, inseguimenti mozzafiato e donne che raccolgono carote. Che video.

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