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Orazio Guarino

Location suggestiva per il nuovo video di Rkomi diretto da Orazio Guarino (visto di recente all’opera su Domani di Ernia, che ritroviamo anche in questo pezzo in qualità di featuring).

Al playback dei due rapper si accompagna la sensuale danza di una ballerina attraverso le stanze di un palazzo signorile, tra soffitti affrescati, dipinti dalle cornici barocche, lampadari di cristallo e poltrone in stile Luigi XVI.

Dopo la gitarella a Barcellona, Ernia va a Parigi, dove Orazio Guarino ha diretto il videoclip di Domani. Al playback – invero piuttosto anonimo – si affianca un’abbondante e riuscita parte narrativa con per protagonisti due adolescenti alle prese con droghe e piccoli furtarelli.

Quella che possiamo definire come nazionale under 21 del rap italiano se n’e uscita venerdì scorso con questo brano, Bimbi, solo leggerissimamente autocelebrativo. Alla regia Orazio Guarino, già autore di un lungometraggio indipendente, e che con la sua Naffintusi ha all’attivo circa una ventina tra videoclip e live video. Questa collaborazione rappresenta un grosso salto in avanti per il regista tarantino, che potrà mettere in portfolio un video da oltre 10 milioni di visualizzazioni (al momento poco più di 1 milione, ma diamo tempo al tempo).

Per la quantità di pubblico che questi artisti sono in grado di attirare e per l’importanza che il video riveste nella loro strategia comunicativa, è doveroso interessarsi a questo lavoro. Peccato però che il promo in sé non presenti originalità di rilievo. Del resto, la confluenza di cinque artisti e l’importanza della loro presenza fisica costringe al perfomance video canonico, mentre il buget italiano suggerisce un lavoro minimale sulla scenografia. I set utilizzati infatti un paio, giusto ripensati un poco per ogni artista.

La tematica della droga – quasi sempre presente nei testi di questi rapper – è brillantemente rivisitata con la trovata dell’oppieria cinese. Meno convincente – perché ormai stravisto – l’uso degli occhiali VR nella strofa del secondo performer – Rkomi -. Ovviamente non manca l’oggettificazione delle donne, un classico del genere, che non ci stancheremo di stigmatizzare: qui la presenza femminile va dalla coreografia accennata al comodino.

Il tempo ci dirà se Bimbi sarà parte di un percorso duraturo e incisivo oppure un corollario all’ennessima meteora nel firmamento della musica italiana.

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