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NYSU

Sono passati decenni dalla nascita e dalla diffusione del videoclip, ma l’intensa produzione dell’anno in dirittura d’arrivo (sempre più eclettica e variegata) è l’ennesima dimostrazione di come questo tipo di comunicazione, che unisce immagini e musica, sia ancora il mezzo più potente e diretto a disposizione di un artista per presentare agli ascoltatori la propria proposta creativa.

Un particolare che ho notato nelle classifiche delle testate internazionali è una certa autoreferenzialità tipica dei paesi anglofoni (in particolare nelle testate statunitensi): anche se è ovviamente impossibile escludere dalla top ten lavori del calibro di This Is America, mi sembra esagerato citare prodotti tecnicamente ineccepibili ma fini a sé stessi come la notte al museo dei coniugi Carter, o peggio ancora Ariana Grande che fa il verso a Mean Girls, ma tant’è.

Buona visione!

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Cominciamo a pubblicare le classifiche di quest’anno a partire da questa Top 20 dedicata ai video esteri a cura del fondatore di Videoclip Italia, Alessio Rosa.

Quella che segue è una classifica spudoratamente soggettiva. L’unica cosa che mi sono davvero sforzato di fare è stata di mettere quanti più generi di video possibili. Questo in termini puramente estetici: mancano infatti i video ultrapop centrati sulla figura della star di turno. In questo senso, una cosa ibrida tipo i video di Nicolas Mendez per Rosalia poteva anche starci, ma tant’è.

PS: Nei commenti ai video ho aggiunto diversi riferimenti ad altri video ugualmente meritevoli delle prime venti posizioni. Del resto anche quest’annata è andata piuttosto bene, con diversi piccoli miracoli. Dispiace davvero per chi si ostina snobbare questa forma d’arte o non ha modo di approfondirla come meriterebbe.

Cominciamo…

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Ultimo promo firmato da NYSU per la band spangola Miss Caffeina. Merlí è un simpatico catalogo di situazioni più o meno surreali e/o imbarazzanti, tra accostamenti geniali e bizzari e buon vecchio cattivo gusto.

Di seguito il commento del regista:

L’unica cosa che i Miss Caffeina mi hanno chiesto per questo video era di darli un retrogusto anni Novanta e che parlasse del modo in cui comunichiamo nel 2018.

Ho pensato molto alla funzione di un videoclip all’interno dei social network, dove si trovano contenuti sempre più brevi e minimali. Fino a che punto un videoclip deve durare 3 minuti quando sui nostri social network comunichiamo con sms ed frammenti di 15 secondi?

Questo mi ha portato a pensare ad una forma in cui si trovano insieme pezzi di diversi videoclip non finiti. Merlí è un videoclip, pero può suddividersi in differenti formati: teasers, pillole, meme, slideshows… Più che ad un’opera chiusa ho pensato ad una galleria di “stories” dove le “storie” non cominciano né si concludono, ma semplicemente esistono per 10 o 15 secondi.

MONDO

Childish Gambino – Feels Like Summer (Donald Glover, Ivan Dixon e Greg Sharp)
The Blaze – Queens (The Blaze)
Kanye West, Lil Pump feat. Adele Givens – I Love It (Kanye West, Amanda Adelson)
Yesh – VII (rubberband)
Fleet Foxes – I Am All That I Need / Arroyo Seco / Thumbprint Scar (Sean Pecknold)
Anouk – Het is klaar (Michael Middelkoop)
Joji – Slow dancing in the dark (Jared Hogan)
Justice – Love SOS (Edouard Salier)
Prince – Mary Don’t You Weep (Salomon Ligthelm)
Jessica – Catenaccio (NYSU)*
Welles – Rock N Roll (BASA)

ITALIA

Subsonica – Bottiglie rotte (Donato Sansone)
Gazzelle – Tutta la vita (Jacopo Farina)
Tomat Petrella – Trappist 1 E (Gabriele Ottino)
Maldestro – Spine (Zavvo Nicolosi)

*Non presente

È stato un mese ricco di uscite musicali e, dunque, anche di videoclip. Come al solito abbiamo faticato a stare al passo con la produzione nazionale ed internazionale, ma diverse chicche davvero imperdibili ci sono passate davanti agli occhi e con piacere ve le vi riproponiamo in questa agile playlist.

Dall’estero è arrivato subito il nuovo video di Childish Gambino (il primo post This Is America), con un cartoon stile Boondocks dalla palette di colori irresistibile, colmo di riferimenti allo show-biz musicale e che sfida lo spettatore ad identificarli tutti. Sempre sul fronte hip-hop, si segnala anche l’ultima uscita di Kanye West, su un tono più comico e assai meno nostalgico: in I Love It, il rapper dà vita ad un siparietto con abiti e donne fuori scala in compagnia di Lil Pump e Adele Givens.

Abbiamo scelto poi il nuovo lavoro dei The Blaze, che con Queens spostano il loro focus di attenzione dal maschio alla femmina, inscenando la fortissima relazione di amicizia fra due ragazze romaní. Di rapporti fra donne – in questo caso nonna, madre e figlia – parla anche VII realizzato dai rubberband per Yesh, che ci regala alcuni dei frame più potenti dell’anno. Così come di grande impatto visivo è anche Slow Dancin in the Dark diretto da Jared Hogan per Joji, col suo gore estatico e surreale. E decisamente gore è anche la clamorosa svolta narrativa in Love SOS, che quel vecchio volpone di Edouard Salier ha diretto per i Justice e che si conclude con una scena di azione violenta dalla resa estremamente dinamica e francamente perfetta.

Veniamo poi alle cose strane forti. Su tutte l’ennesimo enigmatico video di Sean Pecknold per la band del fratello Robin, i Fleet Foxes: I Am All That I Need / Arroyo Seco / Thumbprint Scar ci trasporta in un mondo a parte, fatto di regole che possiamo solo intuire, regalandoci un’esperienza visiva cui semplicemente abbandonarsi.  Ancora nel campo delle bizzarie, ci hanno entusiasmato  due lavori fra loro molto simili come approccio alla materia: Catenaccio di NYSU ed Het Is Klaar di Michael Middelkoop sono infatti due lavori che mettono al centro il montaggio e la ripetizione. Nel primo, una situazione enigmatica, tra il buffo e l’angoscioso, si evolve in un crescendo grottesco di campi e controcampi che esplorano tutte le possibili combinazioni fra gli elementi messi in scena; nel secondo, una serie di tableaux vivants presentano il medesimo plot (il maschicidio) in un susseguirsi di variazioni parossistiche.

Sul piano dell’animazione è stato un altro mese ricco di uscite interessanti. Infatti, oltre al già citato Feels Like Summer, abbiamo dato spazio a lavori molto differenti come  Mirapolis (Aurélie Castex per Rone), Suspirium (Ruffmercy per Thom Yorke) ed Emulate (Daniel Zvereff per Okay Kaya), ma per questa playlist vi proponiamo un video che c’era sfuggito, ovvero Rock N Roll, realizzato dallo studio messicano BASA per Welles, che altro non è che una spassosissima ode al rock.

Concludiamo la panoramica sulle migliori uscite estere, con il video che promuove l’ultima raccolta di inediti di Prince. Diretto da Salomon Lighthelm, Mary Don’t You Weep è un trip post-mortem che non lascia indifferenti, grazie ad una fotografia splendida e alla grande abilità del regista americano di sintetizzare visivamente concetti ed emozioni in quadri di grande impatto.

Sul fronte italiano è stato un mese di ottime uscite. Fra tutte ne abbiamo scelte quattro, che danno un’idea della felice varietà produttiva che prova ad affermarsi nel nostro paese: Bottiglie Rotte, lavoro semplice e concettuale diretto Donato Sansone per i Subsonica, con un playback minimal che viene montato (e smontato) con le dita sullo smartphone); Gazzelle Tutta la vita davanti, che è invece un playback molto cinematografico, ambientato in un misterioso club che ben rappresenta l’immaginario promiscuo e multiculturale del regista Jacopo Farina; Gabriele Ottino con un gran lavoro di montaggio su found footage digitale, adattissimo alle pulsazioni elettroniche di Trappist 1 E del duo Tomat Petrella; infine, il lussereggiante occulto siculo inscenato con grande abilità da Zavvo Nicolosi in Spine, per Maldestro, video narattivo di indiscutibile qualità.

Gran lavoro di montaggio per questo video pazzo e divertente che NYSU – al secolo Jesus Hernandez, regista madrileno – ha diretto per Jessica, duo di musica elettronica composta dallo stesso Hernandez e da José Luis Lara. Catenaccio pone lo spettatore in una situazione apparentemente chiara: una moglie si sveglia e va in salotto dove trova il marito alla cyclette. Questo è solo il primo campo-controcampo, di lì in poi infatti i piani cominciano a ripetersi al ritmo della musica, ma sempre con qualche modifica come può essere l’aggiunta di un oggetto, un cambio d’espressione nel volto dei protagonisti oppure la presenza di un ladro o lo scambio di ruoli fra i personaggi. Un po’ come se all’angoscia delle fotografie di Gregory Crewdson si aggiungesse un tocco di puro cazzeggio.

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