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C. Tangana

Altro video da alto budget per C Tangana, re della trap spagnola, in un featuring con la cantante cileno-americana Paloma Mami. Il lavoro diretto da Rogelio e prodotto da Canada, vede la cantante vestire i panni della classica femme fatale, per la quale il rapper rischia la vita venendo pestato a sangue in discoteca. Ma in No Te Debí Besar c’è anche il tempo di un giro in Ferrari tra vfx e vibes anni Ottanta, con rimandi continui alla breve narrazione, oltre a diversi piani molto curati che adornano il playback.

Immaginario apocalittico e retrofuturista per questa “no future” in salsa musica urban spagnola, in un corrisivo misto di trap e post-punk industriale firmato da Antifan con la collaborazione di C. Tangana (i due erano insieme in un progetto precedente noto come Agorazein). La clip di La Última Generación è diretta da Nicotine, collettivo madrileño sotto la casa di produzione The Movement, e interpreta eccessi e sballo delle nuove generazioni come un esperimento di controllo sociale, in cui però qualcosa sembra andare storto…

C. Tangana, nome di punta del rap commerciale spagnolo, ingaggia Eduardo Casanova, regista di Pieles – film schock distribuito a livello internazionale -, per il videoclip di Cuando me miras. Al centro del brano e del video, i rapporti di forza nella coppia: «la cama es un ring» (il letto è un ring) riportano infatti le lyrics.

Nel promo troviamo, da un lato, la coppia formata dallo stesso C Tangana e da Ursula Corberó (la Tokyo de La casa de papel), dall’altro un grottesco duo formato da una culturista e da un uomo pallido e smilzo, grossolana metafora del legame uomo-donna. Infatti, per quanto C Tangana non perda la sua posa da macho, sono gli uomini ad essere infilzati di rose, mentre sono le donne a tenere le chiavi in mano

Il tema estivo di C. Tangana, Bien Duro, diventa un curatissimo cortometraggio diretto dal madrileno Rogelio (al secolo Roger Gonzalez). Brano e titolo si riferiscono soprattutto ai momenti di rottura temporanea di una relazione, momenti pessimi che però il trapper spagnolo afferma di passare «bien duro». Dopo un’inizio piuttosto stereotipato, la posa machista viene rigirata come una frittata. Al punto che il protagonista arriva a subire il contrappasso con una scena saffica girata in un club. Delude però il finale, conciliatorio e conformista.

In una nota ripresa da Popelera, il regista afferma di aver «curato ogni minimo dettaglio, cercando di convertire il video in un autentico cortometraggio. In primo luogo – prosegue Rogelio -, realizzando un brillante omaggio ai luoghi comuni della Spagna gitana e, in particoalre, all’incofondibile estetica del Bigas Luna degli anni Novanta, a partire da un film iconico come Prosciutto Prosciutto. Dopodiché scommettendo tutto sul formato tradizionale del 35mm, di qualità e impatto visivo di gran lunga superiore al digitale».

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