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Tommaso Ottomano

Il nuovo video di Myss Keta, Botox, è diretto a quattro mani da Roberto Ortu e Tommaso Ottomano, duo che vanta già un solido portfolio di fashion films. Il risultato sono questi tre minuti deliranti: una specie di surrealismo trash in cui tutto è possibile, anche l’entrata in scena di Tea Falco (che poi squatta con il suo basset hound sulle spalle).

La fine dell’anno porta con sé automaticamente le liste delle cose migliori (o peggiori) degli ultimi 12 mesi. Abbiamo chiesto a registi e addetti ai lavori di farci sapere quali sono i video che più li sono piaciuti nel 2017. Un po’ per essere sicuri di non lasciare fuori niente e un po’ per scoprire i loro gusti in modo da saperne un po’ di più sul loro conto. In questo “secondo episodio”: Patrick Mason, Tommaso Ottomano e Tommaso Cassinis .

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Che anno è stato per il videoclip italiano? Complessivamente positivo, magari non tale da farci parlare di risorgimento, ma sono arrivate importanti conferme da un manipolo di videomaker che, siamo convinti, daranno ancora molti frutti in futuro. Fuori dall’indie – inteso qui come un calderone generico che contiene tutta la musica italiana extrasanremese, extratalent, extraligabuevascorossi (eh sì, siamo ancora lì…) – la situazione rimane però drammatica. Facciamo nostre le parole di Francesco Lettieri:

I video mainstream italiani sono di un livello bassissimo, girati completamente a cazzo di cane (passatemi la volgarità), senza un minimo di gusto e competenza. Mi chiedo come sia possibile e l’unica risposta è che è proprio quello che si meritano. Il pop italiano è indecente (da Mucchio Selvaggio, settembre 2017, p.48)

La classifica che segue, al di là delle gerarchie che, come è ovvio, lasciano il tempo che trovano, restituisce una fotografia abbastanza precisa dello stato del videoclip italiano. La qualità media di questa lista, ammettiamolo, non è alta: la maggior parte dei video sono discreti, ma poco altro. I video di valore sono infatti le eccezioni che confermano la regola di un settore asfittico, che paga e pagherà ancora a lungo non tanto le ristrettezze economiche, ma soprattutto la pressoché totale assenza di una cultura videomusicale.

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I Baustelle hanno sorprendentemente affidato il loro ultimo videoclipIl Vangelo di Giovanni – ad un semi-esordiente. E Tommaso Ottomano ha ripagato la loro fiducia con gli interessi: si tratta infatti di uno dei migliori promo italiani dell’anno con la sua seduta di terapia di gruppo tetra e concettuale, lontana da una lettura didascalica delle lyrics. Colpiti e incuriositi dal risultato, abbiamo deciso di fare una chiacchierata con il regista.

Prima di girare Il Vangelo di Giovanni, hai diretto per i Baustelle anche Love che è un breve intermezzo (circa 50 secondi) del nuovo album. È una cosa piuttosto insolita. Come ti è venuta in mente?

Avevo appena ascoltato L’amore e la violenza che si apre con Love appunto, una traccia strumentale di 50 secondi. Mi è rimasta subito impressa, non so per quale motivo. L’ho ascoltata una decina di volte in loop e avevo fissa nella mente questa strana immagine di una ragazza che bacia un vetro. Mi sono scritto un paio di note e poi ho sviluppato l’idea cercando di strutturarla in base alla durata del brano. Il giorno dopo ho scardinato la porta in vetro della mia doccia e ho girato il video nella camera da letto mia e della mia ragazza (che è quella che bacia il vetro). Il giorno dopo l’ho editato e ho deciso di provare a proporlo direttamente ai Baustelle. Dopo qualche giorno sono riuscito a farglielo vedere, se ne sono subito innamorati e lo hanno pubblicato.

 

Nell’ultimo video sei accreditato solo della regia. Volevo sapere se hai anche montato e scritto il video. E quali sono state le principali fonti di ispirazione?

Sì, mi sono accreditato solo la regia ma in realtà ho anche montato, scritto e colorato questo video. Di solito curo ogni aspetto dei miei lavori, dalla scrittura al montaggio, dalla fotografia, scenografia fino alla post. Sono una specie di “one-man band” in questo senso e mi piace immergermi completamente nei miei progetti come quando si dipinge un quadro. È andata così anche per questo video, ma ho deciso di coinvolgere una produzione, Basement, e un direttore della fotografia, Tommaso Terigi, che ha saputo tradurre perfettamente in luce le idee che avevo. Le mie principali fonti di ispirazione arrivano dal cinema e dall’arte in generale. In questo caso pensandoci bene credo di aver inconsciamente “rubato” qualcosa da La mala education, Fellini, Fight Club0, Come and see di Elem Klimov.

Foto di Luca Ava

Dove e quando avete girato il video? Quanto tempo avete avuto per le riprese?

Il video è stato girato al Macao di Milano, un ex macello occupato dal 2012, durante la settimana del salone del mobile. Abbiamo avuto un solo giorno per le riprese, circa 9 ore di shooting totali, infatti non è stato semplice anche perché dovevamo gestire 13 attori contemporaneamente.

Con cosa avete girato?

È stato girato con una Red, in 6k e in 8k per sfruttare al massimo il sensore. Per quanto riguarda le ottiche abbiamo usato delle mie vecchie lenti Zeiss fotografiche che utilizzo su tutti i miei progetti e una lente zoom più moderna.

Com’è stato girare con un artista come Bianconi? È stata una tua scelta quella di vestirlo da prete?

Girare con i Baustelle è stato fantastico, sono tutti e tre degli ottimi attori fra l’altro! Durante la scrittura del video mi sono confrontato varie volte con Francesco che fin da subito mi ha fatto capire che gli sarebbe piaciuto vestirsi da prete. Mi è sembrata un’idea interessante per cui ho scritto un ruolo di spicco per il suo personaggio.

Come hai cominciato a girare videoclip? Qual è la tua formazione?

Io sono autodidatta, ho imparato da solo girando video a caso nel bosco sotto casa mia. Ho cominciato con la fotografia, poi ho scoperto che la mia reflex poteva anche filmare. E’ dal 2011 che sperimento ma ho iniziato seriamente un paio di anni fa quando mi sono trasferito a Milano. Da sempre sono appassionato di cinema, anche se a livello teorico non credo di essere in grado di parlarne per più di 5 minuti forse, ma sono molto curioso e tutto quello che ho scoperto finora l’ho imparato dai film e dalla sperimentazione.

Pensi di continuare a lavorare in questo genere? Quali sono i tuoi progetti futuri?

Io sono anche musicista, per questo mi piace moltissimo fare videoclip e penso che continuerò a farli, ma non sono la mia principale aspirazione. A me interessa sperimentare e il mio sogno è quello di girare un film. In questi mesi sto lavorando contemporaneamente a 3 miei progetti personali, sono degli short film che spero di ultimare al più presto. Inoltre sto lavorando anche ad un sito su cui poter pubblicare i lavori che mi rappresentano meglio.

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