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Motorama

Cominciamo a pubblicare le classifiche di quest’anno a partire da questa Top 20 dedicata ai video esteri a cura del fondatore di Videoclip Italia, Alessio Rosa.

Quella che segue è una classifica spudoratamente soggettiva. L’unica cosa che mi sono davvero sforzato di fare è stata di mettere quanti più generi di video possibili. Questo in termini puramente estetici: mancano infatti i video ultrapop centrati sulla figura della star di turno. In questo senso, una cosa ibrida tipo i video di Nicolas Mendez per Rosalia poteva anche starci, ma tant’è.

PS: Nei commenti ai video ho aggiunto diversi riferimenti ad altri video ugualmente meritevoli delle prime venti posizioni. Del resto anche quest’annata è andata piuttosto bene, con diversi piccoli miracoli. Dispiace davvero per chi si ostina snobbare questa forma d’arte o non ha modo di approfondirla come meriterebbe.

Cominciamo…

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Qui sopra trovi la playlist Youtube dei 15 migliori video di marzo, scelti dalla nostra accurata selezione quotidiana.

Abbiamo 8 videoclip da tutto il mondo, dalla Polonia all’Argentina, passando per Francia, Stati Uniti e via dicendo. Il loop la fa da padrona, con diversi video giocati attorno alla ripetizioneFlary, Over and Over e Ice Teens. Interessante notare anche come ben tre video vedano al centro una coppia padre e figlio/a, segnati diversamente dalla scomparsa della madre, “assenza, più acuta presenza” nei video di Peupleraie, Reign e Luzapris. Infine, abbiamo apprezato particolarmente anche la psichedelia spensierata e allegrotta dei Crumb e il conturbante femminismo cyberpunk di Easy to Do.

Sei sono invece i lavori che abbiamo scelto dall’Italia, per un mese particolarmente ricco di uscite di rilievo. Abbiamo cominciato con il secondo promo dei Ground’s Oranges per The Zen Circus (uscito lo stesso giorno di un altro buon lavoro, Veronica N.2 dei Baustelle), seguito a poca distanza dall’interessante Gli Uomini Hanno Fame di Andrea Laszlo De Simone (qui puoi leggere la nostra intervista al co-regista Gabriele Ottino). Più avanti troviamo Muse di Francesco De Leo, diretto da Jacopo Farina che c’ha raccontato un po’ il dietro le quinte di un video intimista, con un tocco psichedelico-casalingo che se condivide l’attitudine del già citato Locket, effettua scelte stilistiche radicalmente differenti, ma non per questo meno affascinanti.

I neon sono al centro di due video completamente diversi: Andrea Poggio è protagonista di una «passeggiata sintetica» nel mondo digitale dei sempre bravi Giorgio Calace e Karol Sudolski (Miraggi metropolitani), mentre Elenoir debutta nei panni di un angelo della morte (o meglio, del suicidio) in un video notturno ed elegantissimo diretto da Cristiano Pedrocco. Infine, le montagne russe emozionali del teenager travestito di Hollywood Pompei, video (dei Trilathera) e brano (dei Manitoba) entrambi dal gran tiro.

LINK ALLE NOSTRE SCHEDE

***Mondo***

PRO8L3M – Flary (Piotrek Matejkowski)
Bipolar Sunshine – Easy to Do (Matilda Finn)
Crumb – Locket (Haoyan of America)
Clement Froissart – Peupleraie (Thibault Dumoulin)
Jack White – Over and Over and Over (Us)
Motorama – I See You (Kinopravda)
Overwerk – Reign (Lasse Noer, Lasse Tvilum Toft)
Maud Geffray – Ice Teens (Thomas Vernay)
La Invasión – Luzparis (Astor Schiantarelli)

***Italia***

The Zen Circus – Il fuoco in una stanza (Zavvo Nicolosi)
Andrea Laszlo De Simone – Gli uomini hanno fame (Sans, A L De Simone)
Francesco De Leo – Muse (Jacopo Farina)
Andrea Poggio – Miraggi metropolitani (Giorgio Calace e Karol Sudolski)
Elenoir – This War (Cristiano Pedrocco)
Manitoba – Hollywood Pompei (Trilathera)

I See You incarna tutte le qualità che riteniamo fare di un videoclip un grande lavoro: un’idea narrativa, per quanto minima, semplice e forte accompagnata da scelte stilistiche e formali altrettanto decise, con una totale aderenza fra i due aspetti, nonché una loro mutua evoluzione lungo il corso del promo.

I versi del brano «How can I sleep tonight? / When I close my eyes / I see you» fungono probabilmente da ispirazione per la microstoria raccontata ripetutamente nel video, ovvero il sonno niente affatto pacifico di una galleria di personaggi singolari, in bilico tra diversi immaginari cinematografici.

Una serie di zoomate ossessive – ecco l’utilizzo sapiente di un semplice dispositivo del linguaggio audiovisivo, dove il formale si fa quanto mai significante – ci porta sempre ad un piccolo spasmo dei vari protagonisti, il cui sonno è disturbato da un pensiero non ben identificato (alcune possibili risposte si vedranno col crescendo finale, violentemente interrotto dagli intermittenti titoli di coda).

Ne risulta esaltata l’universalità delle lyrics, le possibili diverse chiavi di lettura, le differenti personalizzazioni del brano. Un lavoro surreale, divertente-ma-gotico (bianco e nero superbo, firmato dal dop Alberto Bañares) che trasuda cinema, grazia, bellezza. Kinopravda, “network” formato da registi e artisti che si muove tra Barcellona e Budapest, sembra capace di far rivivere la lezione neo-surrealista dei migliori Canada, che sembrano invece essersi persi in un auto-compiacimento sterile, per quanto il loro stile sia arrivato ad un affinamento insuperabile.

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