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Major Lazer


Alex Courtés
dirige per Division il promo di Tin Por It, hit firmata da Sean Paul e Major Lazer. Si tratta di un finto dietro le quinte, dove l’idea forte è che perfomer e ballerine siano dei giganti («voglio fare le cose in grande», dice all’inizio il regista in una chiamata Skype con Sean Paul), mentre tutta la crew è di normali dimensioni.

Su questo canovaccio si sviluppano alcune gag, alcune davvero brillanti, in cui è la cura dei dettagli a fare la differenza. Il ritmo con cui si susseguono le trovate vivacizza il video dal principio alla fine, realizzando un promo di gran lunga più interessante del banalissimo videoclip deteriore che “vediamo venir girato” dalla troupe.

Impossibile comunque non ricordare un altro meta-video, ovvero quello diretto da Keith Schofield per Stylo G e Jacob Plant. Anche Bike Engine vedeva infatti un regista in difficoltà nella realizzazione del suo progetto e imbarazzato nel rapporto con gli artsti musicali, oltre a lavorare sull’idea di isolare una parte del corpo femminile.

Per il secondo singolo tratto dal nuovo album Music is the Weapon, i Major Lazer affidano la regia al messicano Christopher Louie. Il video è ambientato in Siria e ha per protagonista un bambino alle prese col demone della guerra.

Stando a quanto riporta Billboard, la principale fonte d’ispirazione è stata la celebre foto di Omran Daqneesh, il bambino siriano di cinque anni che, coperto di sangue e polvere, è finito sulle prime pagine di tutto il mondo.

«Come tutti, ero distrutto da quell’immagine, ma ci vedevo anche un barlume di speranza», afferma Louie. «Trattandosi di un argomento drammatico, l’obiettivo del nostro video era quello di catturare la resilienza della gioventù e la speranza messa in mostra dalle comunità che si mettono insieme all’opera per salvare le vittime dalle macerie».

Il video è stato girato in Medio Oriente, con un cast principalmente locale. «Abbiamo avuto numerosi ostacoli durante le riprese», ricorda Louie, «ma con l’aiuto della comunità cinematografica locale siamo riusciti a superarli tutti e a creare qualcosa di speciale».

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