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Frank Lebon

Tutto è connesso: l’amore, la morte, la cacca degli uccelli, il sole che bacia i belli e i brutti. Un videoclip universalistico e totale quello concepito da Frank Lebon per Can’t Believe The Way We Flow di James Blake. Reinvenzione estrema del video tumblr, commiato perfetto dagli anni dieci, una specie di Bombay del Guincho con gli steroidi.

Cominciamo a pubblicare le classifiche di quest’anno a partire da questa Top 20 dedicata ai video esteri a cura del fondatore di Videoclip Italia, Alessio Rosa.

Quella che segue è una classifica spudoratamente soggettiva. L’unica cosa che mi sono davvero sforzato di fare è stata di mettere quanti più generi di video possibili. Questo in termini puramente estetici: mancano infatti i video ultrapop centrati sulla figura della star di turno. In questo senso, una cosa ibrida tipo i video di Nicolas Mendez per Rosalia poteva anche starci, ma tant’è.

PS: Nei commenti ai video ho aggiunto diversi riferimenti ad altri video ugualmente meritevoli delle prime venti posizioni. Del resto anche quest’annata è andata piuttosto bene, con diversi piccoli miracoli. Dispiace davvero per chi si ostina snobbare questa forma d’arte o non ha modo di approfondirla come meriterebbe.

Cominciamo…

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Sempre più ricercate le visual di A$AP Rocky, qui in una insospettabile quanto felice collaborazione con Frank Lebon. Sundress racconta di delitto passionale, la cui vittima è il rapper stesso, mentre la protagonista è interpretata da Kesewa Aboah che, mentre passeggia con lui sul marciapiede vede lo stesso A$AP Rocky a braccetto con altre due ragazze dall’altro lato della strada.

Tolto questo paradosso, la trama è quasi banale, e vive infatti del mood allegro e in parte psichedelico col quale viene messa in scena. Scelta, quella del tono, figlia della musica, visto che il brano non è altro che una rivisitazione upbeat di Why Won’t You Make Up Your Mind? dei Tame Impala, e basata sulla serie di trovate tecniche più o meno analogiche, divertenti e sempre curiose, escogitate da Lebon.

Dal freeze frame che, attraversato dalla camera, ci permette di assaporare il contesto, passando per la soggettiva del proiettile (che porta dritta ad un flashback! Oppure è un flashforward immaginario?) fino al prefinale, in reverse con scritte realizzate direttamente sulla pellicola, Sundress rappresenta uno stimolo costante per lo spettatore, che stupito si accinge ad una visione ripetuta.

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