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Bjork

Björk ha condiviso su YouTube un altro dei visual realizzati da Tobias Gremmler per il tour di Cornucopia, dove viene proiettato su tre schermi (vedi la foto nel tweet sotto).

Losss mette a confonto il sé pessimista e il sé ottimista davanti al tema della perdita, qui tradotto in una sorta di balletto fra due estensioni virtuali di Bjork che, in costante mutazione, dialogano fra loro.

Nuova metamorfosi per Bjork, ancora una volta alla ricerca di una sintesi tra immaginario digitale e naturalismo. Nella clip di Tabula Rasa, diretta da Tobias Gremmler – artista digitale dal portfolio impressionante -, l’artista islandese muta costantemente dando vita, per usare la parole del regista, «al concetto utopico di un armoniosa co-esistenza tra la natura e l’umano, basata sull’empatia».

Un video per un brano di Bjork prodotto da Arca non poteva certo risolversi in un lavoro convenzionale. Inoltre, se volessimo dare un ordine narrativo agli ultimi video di Bjork, questo Arisen My Senses  andrebbe forse posto all’inizio, dato che ci mostra una (ri)nascita: quella di Bjork sottofroma di donna-coleottero.

Nella prima parte, Bjork appare da dentro un bozzolo, debitore dell’estetica cronemberghiana della nuova carne (come molto del lavoro di Kanda), con tanto di gigantesche labbra dove due lingue si contorcono l’una con l’altra (riferimento alla precedente collaborazione tra il regista inglese e Bjork: mouth mantra). Legato a questo bozzolo troviamo Arca, musicista venezuelano, produttore del pezzo, a significare la perfetta simbiosi alla base di questa collaborazione.

Bjork continua a suonare il flauto nei suoi mondi immaginari. Anche Utopia, titletrack del nuovo album, già anticipato in settembre dal singolo The Gate, ci trasporta nell’universo della cantautrice islandese; un universo fatto di strane forme organiche, tra uccelli che sembrano anfibi, funghi, spore e ninfette ai fiati.

Diretto dai fidati Warren Du Preez e Nick Thornton Jones (al lavoro nella doppia versione di notget), il nuovo promo non sfigurerebbe come remake di Fantasia, impregnato com’è di un’aria fiabesca e un non so che di disneyano.

The Gate è il primo singolo estratto da Utopia, il nuovo album della cantante islandese Bjork, che uscirà probabilmente in novembre. Il lavoro è strabiliante, anche per un’artista che da sempre ci ha abituati ad atmosfere surreali, ma questa volta il regista Andreaw Thomas Haung (non solo regista, ma anche visionario artista a tutto tondo) si è veramente superato.

Immaginate di tornare a casa, sta quasi albeggiando e avete appena concluso una notte piuttosto hardcore. Appoggiate la testa sul cuscino e iniziate a vedere strane e psichedeliche figure geometriche in movimento, volti a cui non sapete dare un nome. In questo video Bjork è nella vostra testa mentre scivolate in quel sonno tormentato, e sta tirando i fili che domani mattina vi faranno venire il mal di testa.

La canzone in realtà parla d’amore, definito dalla cantante stessa come spirituale e trascendentale, riprendendo il tema della ferita che già era stato il cardine dell’album precedente, Vulnicura. Tutto il singolo è una vera e propria avventura ambient, quasi una poesia moderna piacevolissima da ascoltare.

Una piccola curiosità: il vestito indossato dall’artista, creato da Gucci apposta per questo video, ha richiesto ben mille ore di lavorazione.

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