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Baustelle



Jacopo Farina
si sta dando da fare: dopo il recentissimo nuovo video di Cosmo, escono altri due promo firmati dal talentuso regista milanese. Aeroplano (purtroppo non è una cover degli 883 🙁 ) di Generic Animal è puro cazzeggio a basso costo: il cantante è in compagnia di quattro amici e se ne va a zonzo con gli scooter, quelli tipo per anziani, mentre i nonni portano i nipotini a guardare gli aeroplani. Spasso.

Jesse James e Billy Kid è invece l’ultimo singolo dei Baustelle anche se il promo, più elaborato di Aeroplano, sembra uscire dall’ascolto intenso dell’ultimo album di Francesco De Leo, in cui milanesità, violenza e latinos si mescolavano per un cocktail di droghe pesanti. Infatti l’ambientazione western del brano viene ricreata nella periferia milanese, dove due improbabili gang di sudamericani si fronteggiano – quasi più a colpi di stile che a pugni – prima di lasciare spazio ad una piccola storiella d’amore.

Dopo l’ottimo lavoro svolto per Catene, il collettivo catenese Ground’s Oranges cura anche la produzione di Il fuoco in una stanza, title track dell’ultima fatica degli Zen Circus. Combinazione originale di skate video e commediola d’amore fra teenager disagiati, il video diretto da Zavvo Nicolosi è una solida prova narrativa, che svia dagli aspetti surreal-felliniani del già citato Catene, per cercare piuttosto la via dell’indie-movie in odor di Sundance Festival. Incipit notevole.

Ma non si sono fermati qui, i nostri: per i Baustelle hanno realizzato il promo di Veronica, N.2. Nostalgica (finta) pellicola bianco e nero, playback con styling rigorosamente anni Sessanta e sullo sfondo una modella asiatica (una chinoise?). Tagli di montaggio e sfregi sulla bobina à gogo, mentre il brano fila come un treno nella notte tra citazioni nouvelle vague e baby baby baby…

Che anno è stato per il videoclip italiano? Complessivamente positivo, magari non tale da farci parlare di risorgimento, ma sono arrivate importanti conferme da un manipolo di videomaker che, siamo convinti, daranno ancora molti frutti in futuro. Fuori dall’indie – inteso qui come un calderone generico che contiene tutta la musica italiana extrasanremese, extratalent, extraligabuevascorossi (eh sì, siamo ancora lì…) – la situazione rimane però drammatica. Facciamo nostre le parole di Francesco Lettieri:

I video mainstream italiani sono di un livello bassissimo, girati completamente a cazzo di cane (passatemi la volgarità), senza un minimo di gusto e competenza. Mi chiedo come sia possibile e l’unica risposta è che è proprio quello che si meritano. Il pop italiano è indecente (da Mucchio Selvaggio, settembre 2017, p.48)

La classifica che segue, al di là delle gerarchie che, come è ovvio, lasciano il tempo che trovano, restituisce una fotografia abbastanza precisa dello stato del videoclip italiano. La qualità media di questa lista, ammettiamolo, non è alta: la maggior parte dei video sono discreti, ma poco altro. I video di valore sono infatti le eccezioni che confermano la regola di un settore asfittico, che paga e pagherà ancora a lungo non tanto le ristrettezze economiche, ma soprattutto la pressoché totale assenza di una cultura videomusicale.

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Il nuovo video dei Baustelle diretto da Fabio Capalbo e dal frontman del gruppo Francesco Bianconi ci mostra Betty e la sua battaglia tra mondo reale e mondo virtuale, tra l’Amore e la Violenza.
La presentazione del video è stata accompagnata dalle seguenti parole:
Sono amico di Betty, usciamo insieme. Andiamo agli aperitivi e ai concerti, incontriamo persone per strada, nei bar e nelle camere da letto. Abbiamo profili memorabili e foto che non riusciamo a stampare. Vorremmo sedurre il mondo. A lei piace una musica, a me un’altra. Spesso facciamo le cose che non vorremmo fare. Quando non stiamo insieme la spio. Come lei, senza un motivo a volte rido e a volte piango. Sono arrivato a una conclusione: Betty siamo noi.
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