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Alexandre Courtès


Alex Courtés
dirige per Division il promo di Tin Por It, hit firmata da Sean Paul e Major Lazer. Si tratta di un finto dietro le quinte, dove l’idea forte è che perfomer e ballerine siano dei giganti («voglio fare le cose in grande», dice all’inizio il regista in una chiamata Skype con Sean Paul), mentre tutta la crew è di normali dimensioni.

Su questo canovaccio si sviluppano alcune gag, alcune davvero brillanti, in cui è la cura dei dettagli a fare la differenza. Il ritmo con cui si susseguono le trovate vivacizza il video dal principio alla fine, realizzando un promo di gran lunga più interessante del banalissimo videoclip deteriore che “vediamo venir girato” dalla troupe.

Impossibile comunque non ricordare un altro meta-video, ovvero quello diretto da Keith Schofield per Stylo G e Jacob Plant. Anche Bike Engine vedeva infatti un regista in difficoltà nella realizzazione del suo progetto e imbarazzato nel rapporto con gli artsti musicali, oltre a lavorare sull’idea di isolare una parte del corpo femminile.

È Alexandre Courtès a dirigere il nuovo video dei Justice. La traccia, Pleasure, arriva dall’ultimo album del duo elettronico francese, ma si tratta di una nuova versione live, con alcuni campionamenti evidentemente ripresi dalla meno recente Phantom Pt.2.

Un rapporto sessuale si consuma tra stilosissime luci al neon, fin quando quelle che sembrano appunto delle luci al neon non cominciano a uscire dal corpo dei due amanti. Un orgasmo cosmico, che darà vita al feto di 2001: Odissea nello Spazio o qualcosa del genere.

Alexandre Courtès rispolvera per Classius il classico split-screen concettuale, con giustapposizioni che vagano arbitrariamente tra blasfemia, doppio senso a sfondo sessuale e analogie formali. Tutto già visto, ma è anche vero che questo genere di idee funzionano sempre e il video si lascia guardare più che volentieri. Quelli di Vimeo sono stati piuttosto generosi nel dare uno Staff Pick.

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