Category:

Nuovo video


“Siamo soli come l’acqua su Marte”
canta Marco Mengoni in Duemila volte e lo fa separato dal resto del mondo da uno specchio tipo interrogatori: da una parte l’artista in una stanza che si vede riflesso, dall’altro il resto del mondo che lo osserva dentro un campo di fiori, spesso filmandolo con un cellulare. Una mise en abyme di mediazioni che porta la maggior parte degli spettatori a stancarsi presto, dirigendosi probabilmente verso un altro artista.

La regia è di Shipmate (duo formato da Riccardo Bellei e Giuseppe Muschio Schiavone) e Giulio Rosati, da tempo collaboratori di Mengoni (loro sono anche i videoclip di Hola e Buona Vita), qui abili a sostenere il ritmo di una clip giocata su una idea sola, quella giusta però, una ficcante metafora che si può leggere a più livelli. Produzione di Borotalco.tv.

Credits
Da un’idea di Marco Mengoni
Management Marco Mengoni: Latarma (info@latarma.it)

Una produzione Borotalco.tv

Regia: Shipmate & Giulio Rosati
Ex. Producer: Matteo Stefani, Andrea Biscaro
Line Producer: Andrea Vetralla
Diretore di Produzione: Tommaso Spagnoli
Dop: Angelo Stramaglia
Vfx: Alessandro Fele
Scenografia: Labatà Scenografia & Allestimenti
Operatore Ronin: Luca Limardo
Focus Puller: Gabriele Gregorig
Data Manager: Riccardo Margiotta
Ass. produzione: Irene Simoncini
Capo Elettricista: Alan Zacchetti
Gaffer: Diana Hernandez
Capo macchinista: Fabio Macchi
Elettrico: Davide Orlando benza,
Backstage Video: Byron Rosero
Color Correction: Lorenzo Ameri
Stylist: Rebecca Baglini
Ass. Costumi: Cristina Archetti, Valeria Lombardi
Make-Up Artist: Luciano Chiarello
Casting Direction: Enrico Cestaro & Alma Malara

Studi & Service: Moviechrome

Nuovo singolo per Tutti Fenomeni e, dopo Trauermarsch, è ancora Jacopo Farina a curarne il videoclip. Ispirandosi al campionamento da Enjoy the Silence presente in Valori aggiunti, il regista rende omaggio a Anton Corbijn e l’indementicabile Dave Gahan che in quel video vestiva i panni di un re solitario, solcando paesaggi sperduti (trattasi in questo caso delle colline dietro l’Eur, con tanto di Palazzo della Civiltà). Finale a sorpresa con omaggio a Giacomo Leopardi.

Credits

Regia: Jacopo Farina
Aiuto regia: Federico Circosta
DOP: Adalberto Farina
Creative Producer: Paula Lingyi Sun
Line Producer: Massimo Mezzavilla
Mua: Camilla Dorinzi

Un picchiaduro 8bit prende vita nella clip di Algo Mas, diretta dai Mumu (i fratelli argentini Matias e Tomas Maumus) per il duo Valdes. Al di là dell’incurabile retromania che ispira tutto il promo, si apprezza l’ottimo lavoro di art direction, soprattutto nella creazione del “mostro” finale.

Ambizioso videoclip narrativo, Hero vede Michael Kiwanuka vittima di una cospirazione del FBI ispirata all’operazione COINTELPRO, il programma di infiltrazione nei movimenti politici statunitensi degli anni Cinquanta-Sessanta-Settanta.

La clip è diretta dai CC Wade (i fratelli Michael e Paraic Morrisey) e scritta dallo stesso Kiwanuka assieme a Brian Burton e Dean Josiah Cover. Da un punto di vista strettamente narrativo, il promo oscilla tra scelte lineari e ritmo da trailer.

Siamo negli anni Sessanta, l’artista interpretato dal cantautore afroamericano entra in contatto con i Black Panthers, lo stesso Malcom X e altri leader dei movimenti di liberazione dei neri. Parallelamente alla vicenda messa in scena, il vorticoso montaggio restituisce l’atmosfera controculturale di quell’epoca.

Con giusto sette-otto anni di ritardo Katy Perry mette le mani su CANADA, ottenendo la produzione della casa catalana più cool, anche se la regia di Harleys in Hawaii è del trio Manson (Pau Lopez, Gerardo del Hierro e Tomas Pena) e non di Nicolas Mendez.

Ad ogni modo si tratta di un esperimento: da un lato una diva, una superstar abituata a videoclip puliti, saturi nei colori e giocosi nei contenuti, con lei spesso nei panni di un personaggio da cartoon, dall’altro un trio di videomaker che amano i formati di “serie b”, 16mm in testa, portatori di un’estetica retro, apertamente citazionista e spesso “sporca”.

Il risultato è un videoclip ondivago, che solo alla fine sterza deciso verso la storia d’amore. Emerge infatti nella parte conclusiva un ritratto di coppia passionale, dove prevale la serietà sul gioco, l’intimità sullo spettacolo come richiedeva l’origine biografica del brano.

Newer Posts

Questo sito usa dei cookies. Sapevatelo. OK Leggi di più