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Zia Anger

Maternità, riproduzione e produzione si piegano su stesse nel video di Accident, secondo singolo estratto da The Practice of Love, album di prossima uscita della cantautrice norvegese Jenny Hval. A dirigerlo è Zia Anger, da lungo tempo collaboratrice di Hval, con cui ha instaurato un rapporto di vera e propria amicizia.

Le due hanno pubblicato un comunicato congiunto, descrivendo il loro approccio per questo singolare videoclip dove troviamo per protagonista la madre della regista nell’atto di mimare il testo della canzone oltre a diverse scene metaforiche sul parto e il corpo femminile.

«È un dato di fatto che il prodotto di alcuni lavori artistici non abbia alcun valore», scrivono le due artiste, «ci si aspetta quindi che tu lo concepisca (to mother it, ndt) invece di lavorare e di essere ricompensata per questo. E a volte questo è il genere di lavoro migliore. Perché non sembra prezioso. Perché non tutti lo apprezzeranno, o lo capiranno. Perché non sarà immediatamente risucchiato nello scroll capitalista. Ha tempo e spazio per essere concepito, per stare nell’utero, per essere partorito, per avere il suo cordone ombelicale tagliato, e per vivere, per respirare».

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Non c’è due senza tre. Nuova collaborazione tra Maggie Rogers e Zia Anger: altro performance video, girato in studio con annessa coreografia. Tutto normale, se non fosse per una ricercata differenza, animata da una tensione iconoclasta, che passa a tutti i livelli: nello styling, nel make-up, nella danza e nella rottura della quarta parete. Maggie Rogers si distacca così dal glamour ricercato in genere dalle star femminili, risultando molto più radicale in questa scelta rispetto anche a una Lorde.

Directed by Zia Anger
Director of Photography – Ashley Connor
Choreographer – Monica Mirabile (FLUCT)
Dancers – Briana Archer, Talia Kirsh
Styling – Alex Cronan
Hair/Makeup – Allie Smith
Costume – Christian Joy

Vedi anche Dog Years

Dopo Alaska, Zia Anger torna a dirigere Maggie Rogers per il nuovo singolo Dog Years, uscito lo scorso 16 dicembre. Si tratta di un grazioso performance video con incursioni concettuali, mentre lo styling anni ’90, il cielo plumbeo del Maine e i colori dell’autunno acuiscono il tono malinconico della canzone.

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