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Salomon Ligthelm

MONDO

Childish Gambino – Feels Like Summer (Donald Glover, Ivan Dixon e Greg Sharp)
The Blaze – Queens (The Blaze)
Kanye West, Lil Pump feat. Adele Givens – I Love It (Kanye West, Amanda Adelson)
Yesh – VII (rubberband)
Fleet Foxes – I Am All That I Need / Arroyo Seco / Thumbprint Scar (Sean Pecknold)
Anouk – Het is klaar (Michael Middelkoop)
Joji – Slow dancing in the dark (Jared Hogan)
Justice – Love SOS (Edouard Salier)
Prince – Mary Don’t You Weep (Salomon Ligthelm)
Jessica – Catenaccio (NYSU)*
Welles – Rock N Roll (BASA)

ITALIA

Subsonica – Bottiglie rotte (Donato Sansone)
Gazzelle – Tutta la vita (Jacopo Farina)
Tomat Petrella – Trappist 1 E (Gabriele Ottino)
Maldestro – Spine (Zavvo Nicolosi)

*Non presente

È stato un mese ricco di uscite musicali e, dunque, anche di videoclip. Come al solito abbiamo faticato a stare al passo con la produzione nazionale ed internazionale, ma diverse chicche davvero imperdibili ci sono passate davanti agli occhi e con piacere ve le vi riproponiamo in questa agile playlist.

Dall’estero è arrivato subito il nuovo video di Childish Gambino (il primo post This Is America), con un cartoon stile Boondocks dalla palette di colori irresistibile, colmo di riferimenti allo show-biz musicale e che sfida lo spettatore ad identificarli tutti. Sempre sul fronte hip-hop, si segnala anche l’ultima uscita di Kanye West, su un tono più comico e assai meno nostalgico: in I Love It, il rapper dà vita ad un siparietto con abiti e donne fuori scala in compagnia di Lil Pump e Adele Givens.

Abbiamo scelto poi il nuovo lavoro dei The Blaze, che con Queens spostano il loro focus di attenzione dal maschio alla femmina, inscenando la fortissima relazione di amicizia fra due ragazze romaní. Di rapporti fra donne – in questo caso nonna, madre e figlia – parla anche VII realizzato dai rubberband per Yesh, che ci regala alcuni dei frame più potenti dell’anno. Così come di grande impatto visivo è anche Slow Dancin in the Dark diretto da Jared Hogan per Joji, col suo gore estatico e surreale. E decisamente gore è anche la clamorosa svolta narrativa in Love SOS, che quel vecchio volpone di Edouard Salier ha diretto per i Justice e che si conclude con una scena di azione violenta dalla resa estremamente dinamica e francamente perfetta.

Veniamo poi alle cose strane forti. Su tutte l’ennesimo enigmatico video di Sean Pecknold per la band del fratello Robin, i Fleet Foxes: I Am All That I Need / Arroyo Seco / Thumbprint Scar ci trasporta in un mondo a parte, fatto di regole che possiamo solo intuire, regalandoci un’esperienza visiva cui semplicemente abbandonarsi.  Ancora nel campo delle bizzarie, ci hanno entusiasmato  due lavori fra loro molto simili come approccio alla materia: Catenaccio di NYSU ed Het Is Klaar di Michael Middelkoop sono infatti due lavori che mettono al centro il montaggio e la ripetizione. Nel primo, una situazione enigmatica, tra il buffo e l’angoscioso, si evolve in un crescendo grottesco di campi e controcampi che esplorano tutte le possibili combinazioni fra gli elementi messi in scena; nel secondo, una serie di tableaux vivants presentano il medesimo plot (il maschicidio) in un susseguirsi di variazioni parossistiche.

Sul piano dell’animazione è stato un altro mese ricco di uscite interessanti. Infatti, oltre al già citato Feels Like Summer, abbiamo dato spazio a lavori molto differenti come  Mirapolis (Aurélie Castex per Rone), Suspirium (Ruffmercy per Thom Yorke) ed Emulate (Daniel Zvereff per Okay Kaya), ma per questa playlist vi proponiamo un video che c’era sfuggito, ovvero Rock N Roll, realizzato dallo studio messicano BASA per Welles, che altro non è che una spassosissima ode al rock.

Concludiamo la panoramica sulle migliori uscite estere, con il video che promuove l’ultima raccolta di inediti di Prince. Diretto da Salomon Lighthelm, Mary Don’t You Weep è un trip post-mortem che non lascia indifferenti, grazie ad una fotografia splendida e alla grande abilità del regista americano di sintetizzare visivamente concetti ed emozioni in quadri di grande impatto.

Sul fronte italiano è stato un mese di ottime uscite. Fra tutte ne abbiamo scelte quattro, che danno un’idea della felice varietà produttiva che prova ad affermarsi nel nostro paese: Bottiglie Rotte, lavoro semplice e concettuale diretto Donato Sansone per i Subsonica, con un playback minimal che viene montato (e smontato) con le dita sullo smartphone); Gazzelle Tutta la vita davanti, che è invece un playback molto cinematografico, ambientato in un misterioso club che ben rappresenta l’immaginario promiscuo e multiculturale del regista Jacopo Farina; Gabriele Ottino con un gran lavoro di montaggio su found footage digitale, adattissimo alle pulsazioni elettroniche di Trappist 1 E del duo Tomat Petrella; infine, il lussereggiante occulto siculo inscenato con grande abilità da Zavvo Nicolosi in Spine, per Maldestro, video narattivo di indiscutibile qualità.

È Salomon Ligthelm a dirigere il video per Mary Don’t You Weep, inedito di Prince contenuto nella raccolta Piano & A Microphone 1983 pubblicata lo scorso 21 settembre. Il promo si apre riportando il dato sulle vittime infantili per colpi d’arma da fuoco negli Stati Uniti (oltre 1300!) per poi sviluppare una narrazione incentrata sulla morte di un giovane di colore e il lutto della madre. Il tutto dal punto di vista del morto, protagonista di un’esperienza post-mortem durante la quale è scortato da due angeli (più di qualche reminiscenza dai video di Flying Lotus Never Catch Me e soprattutto Coronus, The Terminator).

Tentativi di volo nell’ultimo video diretto da Salomon Ligthelm. Underwaterfall è un brano jamesblakkiano di Bearcubs qui in fissa con una vecchia vhs del Peter Pan disneyano. Girovaga confuso tra spazi urbani e boschi autunnali, sospeso tra cielo e suolo, vento e terra, sempre in procinto di decollare, ma incapace infine di spiccare il volo.

Salomon Ligthelm ci aveva già convinto della sua bravura con Medicine, ma con Mr Martyr fa un ulteriore passo avanti, concependo una narrazione più complessa ed evocativa.

Attenzione, non si tratta di un brano su commissione – Mr Martyr è uscita 4 anni or sono – bensì il video muove proprio dalla canzone degli Young Fathers. Il regista sudafricano ci ha visto un gangster movie ambientato nella banlieu parigina, girato in 16mm, che fa sempre bene.

Producer: Jean Villiers
Line Producer: Francois Jaunet
Unit Location Manager: Benoit Demoucron
Assistant Unit Manager: Remi Brachet
Assistant Unit Manager: Anthony Cazet
Assistant Unit Manager: Stanislas Delardmelle
Director: Salomon Ligthelm
1st AD: Christophe Szegedi
2nd AD: Daniel Cox
DP: Zack Spiger
1st AC: Melodie Preel
2nd AC: Josephine Drouin
Gaffer: Baptiste Brousse
Gaffer Assistant: Emile Freeman
Art Director: Valerie Valero
Dresser: Corentin Harle
Dresser Assistant: Simon Pinelli
Make Up: Micka Arasco
Boom Operator: Toby Lewis Thomas
Editor: Nate Gross at Exile Edit
CAST
Sebastian: Yannick Mabille
James: James Dean Fischer
The Kid: Arthur Lemonier
Girlfriend: Gaia Orgaes
Gun Dealer: Giovanni Zam
Gang Member 1: STYLECEE
Gang Member 2: Ascrime
Gang Member 3: Luca Sellier
Gang Member 4: Bollecker David
Gang Member 5: Bryan Mudiaki
Gang Member 6: Badd Malo
The Kid’s girlfriend: Louise Le Pape
Female bookie: Eva Muñoz
Sebastian’s mistress: Estelle Clément
The Gun dealer’s bodyguard: Oob Sad Bastard

SPECIAL THANKS
Flat: Veronique Boisel
Boxing Room: Gymnase de la Plaine – Paris 15
Squat: Association Jarry’ve Revient
Photos: Eytan jan/Camille Wu/Niels ‘Morph’ Thon
Jarry: Rachel Mitchell/Ginot Marka/ Adonis Sawadogo
Decor: Valerie Fontaine
Appart: Gael Seguillon

SUPPLIERS:
Camera: Vantage
Light: TSF – Cine Lumiere
Vehicles: Logifilm
Grip: Cinestyl
Lab – Hiventy – Group Digimage
Weapon: Maratier
Film: Kodak

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