Tag:

Paolo Bertino

I ragazzi di Sans Film (Gabriele Ottino e Paolo Bertino) dopo gli ottimi lavori fatti nel 2018, iniziano l’anno nuovo collaborando con i concittadini Subsonica, trasformando per loro quello che poteva essere un semplice playback in un video isterico fatto di glitch, sovrapposizioni ed effetti visivi ottenuti puntando diverse telecamere sullo stesso soggetto e alternando le riprese in maniera frenetica e schizofrenica, perfettamente in linea con il ritmo acido e martellante del pezzo.


20) Ministri – Fumare (Marcello Calvesi)
I Ministri hanno deciso di omaggiare l’unico pezzo rimasto fuori dall’ultimo disco con un videoclip capace di donare al tutto una dignità propria, un vero e proprio omaggio al cinema noir anni ’40, mettendo in scena probabilmente il miglior bianco e nero del 2018. Marcello Calvesi viene dal mondo del cinema e si vede (è stato aiuto regia in Non essere cattivo di Claudio Caligari e in due film di Cosimo Alemà), essendo entrato però nella scuderia di Borotalco.tv (casa di produzione video piuttosto importante) sentiremo ancora parlare di lui prossimamente. (AF)



19) Subsonica – Respirare (Donato Sansone)
Forse il 2018 sarà l’inizio di una collaborazione lunga e proficua, ovvero quella fra la storica band torinese dei Subsonica (da sempre molto attenti e desiderosi di sperimentare in campo audiovisivo) e Donato Sansone, regista eclettico con una predilezione per gli effetti digitali, i videoritocchi ed un certo gusto artistico, come ampiamente dimostrato in Respirare e Bottiglie rotte. (AF)



18) Gazzelle – Tutta la vita (Jacopo Farina)
Tutta la vita rappresenta la summa del discorso (est)etico che Jacopo Farina ha portato avanti quest’anno con video anche molto diversi come Le Muse per Francesco De Leo o Jesse James e Billy the Kid per i Baustelle (ma possiamo metterci dentro anche Turbo/Attraverso lo specchio di Cosmo del 2017). Dentro il club di questo videoclip, quello che va in scena è un ritratto generazionale e sociale: un milieu multietnico, sessualmente aperto e un po’ decadente. (AR)



17) Gigante – Tempesta (Balto)
Alberto Mocellin, vero nome del videomaker Balto, quest’anno si è dato parecchio da fare, sia in solitaria sia in coppia con Gianvito Cofano (come collettivo Acquasintetica, autori tra le altre cose del notevole Balloon per gli Inude).  Tempesta girato per il cantautore pugliese Gigante rappresenta la sua produzione migliore, una bella storia dal taglio cinematografico, con un protagonista perfetto per il ruolo. Sicuramente nel 2019 lo rivedremo in azione, da solo o come collettivo poco importa. (AF)



16) Sorrowland – Facebook (Danilo Bubani)
Il collettivo artistico Sxrrxwland è uno dei progetti più interessanti del 2018, che unisce musica, illustrazione, fotografia, fashion design e styling. In tutto questo il video di Facebook girato da Danilo Bubani dello studio creativo Land HO è un perfetto biglietto da visita: le location minimali, i colori freddi e le luci al neon riescono a trasmettere in maniera chirurgica le sensazioni volute, definendo in pochi minuti l’universo della band e i suoi contorni visivi.

Un’annata piuttosto impegnativa anche per lo studio romano di Bubani, autori del divertente Missili per Frah Quintale, di Fantino per Capibara e di Martelli per Gazzelle. (AF)

Pagine: 1 2 3 4

“Viaggio nella luna” per Paolo Saporiti nel suo nuovo video, intitolato appunto La mia luna. Il duo torinese Sans (Gabriele Ottino e Paolo Bertino) ha inscenato infatti un viaggio spaziale metacinematografico: a fare da alter ego ai registi troviamo due bambini che con dei modellini realizzano un piccolo film su un razzo diretto verso il satellite.

Da un lato si tratta della trasposizione libera del testo della canzone in immagini, il racconto di un uomo solitario che fugge verso la luna per poi, una volta arrivato, fermarsi a guardare indietro, al punto di partenza ovvero la terra. Dall’altro è una dichiarazione di poetica cinematografica, in cui i due bambini fanno le veci dei registi, carichi di immmaginazione e ingenuità.

Torna Andrea Laszlo De Simone con un altro video concettuale, questa volta esplicitamente politico. Al centro il potere pervasivo dei mezzi di comunicazione, più nello specifico della televisione, autentica protagonista del promo di Gli uomini hanno fame. Televisori come se piovessero:  di diversi colori e dimensioni, ma tutti rigorosamente d’antan, con tubo catodico. Di conseguenza, c’è anche un secondo “protagonista”, ovvero il formato video, qui esposto in maniera esasperata, attraverso blow-up estremi che portano le immagini all’astrazione.

Il girato originale è minimo: si tratta di una manciata di ambienti, sui quali emerge uno studio nero dove un anziano è ipnotizzato davanti al televisore – qualcosa a metà tra il Paolo Villaggio di Fantozzi subisce ancora e il padre di Michele Apicella in Ecce Bombo -. Il vero fulcro è il montaggio del materiale d’archivio, sia nel pastiche sonoro su cui si concentra soprattutto la primissima parte, che il seguito. Dopo scene di folla ai discorsi di Hitler, Mussolini e del Papa, a farla da padrone è il filmato di Italia-Germania 4-3, el partido del siglo, editato dai registi (lo stesso cantautore e Sans, ovvero Gabriele Ottino e Paolo Bertino) facendo scomparire il pallone.

Older Posts

Questo sito usa dei cookies. Sapevatelo. OK Leggi di più