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Giorgio Poi

«Sembrava una stella, invece è un aereo» canta Giorgio Poi nel suo nuovo singolo. E Danilo Bubani (Land Ho) non è stato da meno: questo videoclip parte come un racconto misterioso, con tanto di gufi twinpeaksiani, e che per atmosfere può ricordare un po’ quei film d’avventura per ragazzi anni Ottanta – con un protagonista solitario, però, e un po’ cresciutello -, ma poi svolta deciso in direzione meta, rompendo la quarta parete e inserendo pure un playback. Insomma, Stella sembrava un film d’avventura, e invece è un promo.


20) Ministri – Fumare (Marcello Calvesi)
I Ministri hanno deciso di omaggiare l’unico pezzo rimasto fuori dall’ultimo disco con un videoclip capace di donare al tutto una dignità propria, un vero e proprio omaggio al cinema noir anni ’40, mettendo in scena probabilmente il miglior bianco e nero del 2018. Marcello Calvesi viene dal mondo del cinema e si vede (è stato aiuto regia in Non essere cattivo di Claudio Caligari e in due film di Cosimo Alemà), essendo entrato però nella scuderia di Borotalco.tv (casa di produzione video piuttosto importante) sentiremo ancora parlare di lui prossimamente. (AF)



19) Subsonica – Respirare (Donato Sansone)
Forse il 2018 sarà l’inizio di una collaborazione lunga e proficua, ovvero quella fra la storica band torinese dei Subsonica (da sempre molto attenti e desiderosi di sperimentare in campo audiovisivo) e Donato Sansone, regista eclettico con una predilezione per gli effetti digitali, i videoritocchi ed un certo gusto artistico, come ampiamente dimostrato in Respirare e Bottiglie rotte. (AF)



18) Gazzelle – Tutta la vita (Jacopo Farina)
Tutta la vita rappresenta la summa del discorso (est)etico che Jacopo Farina ha portato avanti quest’anno con video anche molto diversi come Le Muse per Francesco De Leo o Jesse James e Billy the Kid per i Baustelle (ma possiamo metterci dentro anche Turbo/Attraverso lo specchio di Cosmo del 2017). Dentro il club di questo videoclip, quello che va in scena è un ritratto generazionale e sociale: un milieu multietnico, sessualmente aperto e un po’ decadente. (AR)



17) Gigante – Tempesta (Balto)
Alberto Mocellin, vero nome del videomaker Balto, quest’anno si è dato parecchio da fare, sia in solitaria sia in coppia con Gianvito Cofano (come collettivo Acquasintetica, autori tra le altre cose del notevole Balloon per gli Inude).  Tempesta girato per il cantautore pugliese Gigante rappresenta la sua produzione migliore, una bella storia dal taglio cinematografico, con un protagonista perfetto per il ruolo. Sicuramente nel 2019 lo rivedremo in azione, da solo o come collettivo poco importa. (AF)



16) Sorrowland – Facebook (Danilo Bubani)
Il collettivo artistico Sxrrxwland è uno dei progetti più interessanti del 2018, che unisce musica, illustrazione, fotografia, fashion design e styling. In tutto questo il video di Facebook girato da Danilo Bubani dello studio creativo Land HO è un perfetto biglietto da visita: le location minimali, i colori freddi e le luci al neon riescono a trasmettere in maniera chirurgica le sensazioni volute, definendo in pochi minuti l’universo della band e i suoi contorni visivi.

Un’annata piuttosto impegnativa anche per lo studio romano di Bubani, autori del divertente Missili per Frah Quintale, di Fantino per Capibara e di Martelli per Gazzelle. (AF)

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A coronare un anno di grandi soddisfazioni professionali, il collettivo Ground’s Oranges realizza il videoclip che segna il ritorno di Giorgio Poi. Il protagonista di Vinavil è nientemeno che Giovanni Muciaccia, sì, quello di Art Attack, qui interpretato da Stefano Tomasello (somiglianza impressionante).

Il twist sta tutto nell’immaginare il presentatore con toni opposti rispetto alla serena euforia dello show. Depresso, malinconico e solitario: il Muciaccia immaginato da Zavvo Nicolosi deve circondarsi di forbici dalla punta arrotondata per non rischiare di tagliarsi le vene.

In questa spirale depressiva fa capolino una marionetta-pipistrello, che conferma quel gusto per l’assurdo già ammirato col cagnolino del recente Domenicamara. Questo personaggio surreale – che, come in Fight Club, appare una volta che il protagonista soffre di insonnia – lo accompagna in tutte le sue attività, mano un’indole negativa e, infine, autodistruttiva.

Il finale è però rasserenante, seppur reso più concitato dall’apparizione di Capo, ovvero l’indimenticabile statua parlante, che qui tanto per cambiare appare come posseduta. In tutto questo, sorge spontanea una domanda: dov’è Neil?



Missili
è un divertente e riuscitissimo video narrativo, diretto da Daniel Bedusa e Danilo Bubani (Land Ho) e scritto dallo stesso Bubani assieme a Silvia Clo Di Gregorio (anche direttrice della fotografia). Il protagonista è un tipo strampalato in fissa coi missili, splendidamente interpretato da Carlo De Ruggieri (Boris). Il brano, prodotto da Takagi&Ketra, è cantato da Frah Quintale e Giorgio Poi.

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