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Submission

Fra i tanti misconosciuti registi di videoclip italiani, chi di sicuro meriterebbe un po’ più di attenzione da parte degli addetti ai lavori è il trentino Matteo Scotton. Magari non tanto per questo video playback girato per Caterina (cantante nota perlopiù per la partecipazione a X Factor 10), quanto piuttosto per un corpo di lavori che, nonostante le evidenti limitazioni di budget (1-2 mila euro a progetto e conseguente troupe leggera, leggerissima) e la modesta proposta musicale di buona parte della sua videografia, non lascia ormai dubbi circa le abilità del nostro.

Pure in questo innocuo Non ti ho detto mai si trovano spunti interessanti e voglia di sorprendere. Alla location insolita – una casa sottosopra ad Innsbruck – si aggiungono una serie di effetti speciali che vanno dal chroma-key al collage in after effect, mentre l’art direction è in versione feticismo vintage, stile tumblr. Il risultato finale è sì un iconic video piuttosto standard, ma nettamente più curato, dinamico e interessante rispetto alla produzione media italiana.

Vale la pena menzionare anche altri due lavori molto recenti curati da Scotton: La Mia Città per la band reggae Rebel Rootz, ambientato in una Venezia notturna e sognante, con un bel finale rivelatorio, e A Good Guy With a Gun per i The Bankrobber, sorta di piccolo corto con una pregevole atmosfera gotica, che si distacca per abilità narrativa e un uso creativo e coscienzioso degli effetti speciali.

Nuovo video per Dorso, giovane talento della 42 Records, prodotto sempre da Mediterraneo Cinematografica. Acrobazie, diretto da Ismo, è in pratica una passeggiata a Milano durante una domenica d’inverno come tante. Lo sguardo della camera si concentra soprattutto sul cantautore, appena diciottenne, con tanto di playback conclusivo, ma non solo: tutta la prima parte vede una giovane ragazza (Anita Lorusso) al centro dello schermo.

Tra il capodanno cinese, saltimabanco e artisti di strada vari, quello che va in scena è però l’atmosfera urbana, domenicale e un po’ decadante del freddo inverno milanese. Il racconto, se c’è, è allora quello di un incontro mancato tra le due anime sole dei protagonisti.

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He Knows Everything del pianista Andrea Manzoni è un brano strumentale, evocativo e molto cinematografico, che ha permesso al regista Vieri Brini di impostare un video narrativo, dalla forte tensione e con una intricata disposizione dei piani temporali.

Un lavoro insolito e originale per il panorama italiano, sul genere distopico-sentimentale: i giovani protagonisti sono una coppia dai tratti etereei, quasi androgini, per occhi solo due giantesche pupille nere, che dopo un breve idillio sono costretti alla fuga da un gruppo di misteriose figure incappucciate.

Girato interamente a Torino, tra le strutture post-industriali del Parco Dora e gli spazi naturali del Parco del Valentino, è scritto e diretto dal regista Brini, vede al centro due promettenti attori – Giulia Luna Mazzarino e Jozef Gjura -, mentre la fotografia è curata dal giovane dop Nicolò Ramella- Prodotto da Another Music Records e Daily Vertigo.

Credits

Regia: Vieri Brini
Dop: Nicolò Ramella
Con: Giulia Luna Mazzarino, Jozef Gjura
Musica: Andrea Manzoni e Andrea Beccaro
Focus Puller: Riccardo Margiotta
Grip: Filippo Gubernati
Mua: Erika Truffelli
Montaggio: Oreste Limonelli
Produzione: Jessica Genova per Another Music Records, Daily Vertigo prod.
Editing Supervisor: Alessandro Zorio
Fotografa di backstage: Alice Ughetto
Grazie a: Lorenzo Barello, Emanuele Policante, Lidia La Rosa, Ottica Salva (via Madama Cristina
– Torino), Daily Vertigo prod., Victoria Skillane.

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L’Etna fa da sfondo ad un long take semplice e conciso: due amanti che si incontrano, si lasciano e si ritrovano lungo le note di Tables Turn di Ian Fisher. «Girato in un lungo piano sequenza», ci scrive il regista, Emanuele Torre, «il video parla, cosi come la canzone, di come le cose cambiano in una relazione, portando le persone ad allontanarsi e riavvicinarsi, quasi come in una danza senza luogo né tempo. Proprio per questo ho scelto l’Etna come location, quasi come a ricercare un non luogo».

Di Torre, avevamo già ripreso Too Late, girato per i Veivecura. Il giovane regista siciliano, nonostante limiti produttivi e tecnici, dimostra già uno sguardo preciso e maturo, abile soprattutto nel rendere sentimenti e stati d’animo delle relazioni di coppia grazie alla valorizzazione delle location, che sempre rivestono un ruolo molto importante nei suoi lavori. Lo terremo d’occhio.

Il rapporto di coppia come un piccolo film di fantascienza. Il nuovo video dei VeiveCura, Too Late, diretto da Emanuele Torre e Michela D’Amico, approccia infatti con originalità la tematica della relazione amorosa, già a partire dalla prima scena: una coppia seduta ad un tavolo, ciascuno ad un estremo, lontanissimi e separati da un piccolo “pianeta”, realizzato in computer graphics (a cura di Sergio La Macchia).

Gli effetti speciali digitali accompagnano quasi tutto il lavoro, fondendosi nella parte centrale con la splendida location,i Megaliti dell’Argimusco (si trovano a Montalbano Elicona, in provincia di Messina). È qui, lontano dalla civiltà, che «i due protagonisti si trovano a fuggire da un mostro immaginario, portatore di tutte le cose “cattive” che inficiano il loro rapporto», come ci spiega il co-regista Emanuele Torre.

VeiveCura – Too Late (Emanuele Torre, Michela D’Amico)VeiveCura – Too Late (Emanuele Torre, Michela D’Amico)VeiveCura – Too Late (Emanuele Torre, Michela D’Amico)VeiveCura – Too Late (Emanuele Torre, Michela D’Amico)VeiveCura – Too Late (Emanuele Torre, Michela D’Amico)

Solo un abbraccio spazzerà via il mostro e, con lui, le loro paure. Qui il video ritorna al punto di partenza: «siamo nella stessa stanza», prosegue Torre, «ma il pianeta stavolta non c’è più, e i due potranno finalmente unire i loro sguardi di nuovo».

Regia: Emanuele Torre e Michela D’Amico
Protagonisti: Davide Iacono e Daniela Genovese
Location: Altipiano dell’Argimusco
VFX: Sergio La Macchia
Runner: Mario Garofalo e Milo Isgrò
Produzione: Paolo Mei – Rocketta

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