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Alessio Rosa

Solo un duo che si fa chiamare in/out poteva uscirsene con questo video al tempo stesso austero e stiloso per gli Slowdive. In Sugar for the Pill, una performance minima si fonde con geometrie astratte e complesse forme naturali attraverso rotazioni, giochi di luce e colori negativi in una perfetta combinazione tra pellicola (tutto è stato girato in 16mm) e digitale.

«I suggerimenti degli Slowdive citavano con enfasi il film di Harry Everett Smith Heaven and Earth Magic», scrivono in/out (ovvero Jean-Philippe Blunt e Thom Humphreys) sul loro canale Vimeo, «noi eravamo particolarmente interessati in come questo pezzo non potesse essere compreso ed esperito se non in termini visivi. È tipo pura visione (visualness, ndt)».

«Con questi elementi di partenza, forma, luce e colore sono diventati le principali variabili da aggiungere a questa bellissima e trattenuta canzone. Variabili», proseguono i due registi, «che, ci pare, riconducono alle radici delle proprietà della pellicola».

«Questa nozione di radice o fondamento ci ha anche guidato nella selezione di forme e oggetti. Geometrie primarie sono mischiate con formazioni naturali, ponendo l’elementale a confronto con il complesso ed esplorando così dove le due cose si incrociano esteticamente.»

«Tutte le forme, gli oggetti e i colori sono stati girati in camera, su una pellicola S16mm, poi elaborata e modificata in post produzione. La combinazione della texture della pellicola e le possibilità date dal digitate ci hanno guidato nel processo di sperimentazione».

 

 

Un po’ di sana what-the-fuckness arriva anche in Italia grazie a Tommaso Ottomano e il suo Vangelo di Giovanni per i Baustelle. Qui un’innovativa terapia di gruppo consiste nel guardare un tizio schizzare male. Poi lo accoltellano e si accendono i neon. Chiaro, no?

Regia: Tommaso Ottomano
Casa di produzione: Basement
Dop: Tommaso Terigi
Aiuto regia: Manuel Esposito

Executive producer: Francesco Crespi
Producer: Valeria Spilotro
Production manager: Robi Siboni
Ass. di produzione: Annalisa Angelozzi
Coordinamento artistico: Jasmin Bahrabadi per Gibilterra

Focus puller: Carlo Pastaccini
Data manager: Andrea Munafò

Capo elettricista: Nicola Ciovati
Elettricista: Lorenzo Gardinali
Elettricista: Paolo Pastaccini
Elettricista: Leonardo Castellano

Capo macchinista: Moustapha Mezzi
Macchinista: Francesco Rosignoli

Stylist: Valeria Di Renzo e Laura Montalto
Prop stylist: Giulio Maragno

Make-up and hair: Silvia Murciano
Ass. make-up: Teresa Basili

Attore protagonista: Davide Banfi

Attori:
Yuriy Krupey
Romolo Guerrieri
Erica Vitulano
Silvana Del Grosso
Inga Babenko
Carlo Scardovelli
Thierno Diallo
Francesco Liberti
Maurizio Careggio

Location: Macao

 

 

Il collettivo Four Gods and a Baby – formato da: Adam Green, Thomas Bayne, Toby Goodshank e Macauley Culkin (sì, proprio lui) – trasforma Total Entertainment Forever di Father John MIsty in un folle mondo virtuale fatto di cartapesta.

Qui un impassibile Kurt Cobain, interpretato da Culkin, viene crocifisso da dei villains che richiamano in maniera evidente Ronald McDonald. A fianco a lui, anch’egli crocifisso, Bill Clinton si lancia in un assolo di sassofono.

Tra psichedelia virtuale e cortocircuito digitale-analogico, il video ripropone lo stile del primo lungometraggio di Adam Green Aladdin, dove già avevano partecipato gli altri quattro membri del collettivo.

 

Dopo il bellissimo lavoro dell’anno scorso per i Radiohead, Paul Thomas Anderson sforna un altro video. Non possiamo che essere felici per la fascinazione che il grande regista statunitense prova nei confronti della videomusica, anche per questa Right Now delle HAIM dove in fondo non inventa nulla di nuovo.

Semplicemente, certe volte, la cosa migliore da fare è “solo” cogliere l’artista nel momento in cui suona. Questa registrazione in studio è mirabile per il minalismo con cui Anderson muove la camera e stacca, limitandosi in pratica ad osservare. Scelte solo apparentemente banali e che invece restituiscono una performance sentita ed esaltante.

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