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Alessio Rosa

Nowness ospita il video animato da Hannnah Jacobs per Roseau. Sì, Disintegrate è la solita tristissima storia di chi ci rimane sotto ad un amore finito. E pure la figura dell’astronauta è fra le più abusate nel campo videomusicale. Ma la grazia delle illustrazioni di Jacobs e il suo uso dell’animazione si sposano perfettamente al tono malinconico del brano, dando vita a quattro minuti e mezzo di poesia.

 

Greg Davenport ci regala una storia affascinante per il nuovo video di Rag’n’bone. In Skin, un bambino vaga per un mondo postapocalittico – reso alla grande dagli straordinari paesaggi desertici del Kazakhstan, dove è girato il promo – alla ricerca di qualche altro essere umano.

Il soggetto da solo basta ad attrarre lo spettatore nel seguire le vicissitudini del giovanissimo protagonista, ma si può criticare una certa mancanza di azione intorno alla metà del video, dove qualche trovata non avrebbe guastato. Davenport è così costretto a proporre salti temporali gratuiti per riempire i vuoti della storia e ad abusare del drone. Certe inquadrature sono ovviamente spettacolari, ma dopo un po’ risultano stucchevoli.

Le gioie condivise, i giochi di infanzia, le cene in famiglia, ma anche i contrasti, le divergenze, le piccole crepe: c’è tutto dell’amicizia femminile in questo stupendo video girato dalla polacca Katarzyna Sawicka per la connazionale Oly. Per illustrare Growing Young, Sawicka dichiara di essersi ispirata principalmente al progetto fotografico di Alessandra Sanguinetti The Adventures of Guille and Belinda and the Enigmatic Meaning of their Dreams.

Director & Editor / Katarzyna Sawicka
Director Of Photography & Color Grading / Adam Romanowski
Production Manager / Konstancja Sawicka
Cast / Maja Wawryniuk (SPECTO Models) / Natalia Sobieska (D’VISION) / Laila Kwaśkiewicz / Nikola Błaszczyk / Denis Galenkov / Eugenia Bełdzińska / Stanisław Wasiewicz-Kopa
Set Designer / Anna Nowacka
Costumes / Magdalena Kubicka
Costume Production Assistant / Klara Kamińska
Makeup / Małgorzata Florków
Steadicam Operator / Maciej Tomków
1st Ad / Ewa Radzewicz
1st Pa / Julia Włodarczyk
Production Supervisor / Jakub Gogolewski
Set Manager / Aleksandra Stelmaszek
1st Ac / Nils Croné / Tomasz Wierzbicki
Camera Assistant / Wiesław Kazimierczak
Gaffers / Radosław Kiliszek / Janusz Kołkowski / Dariusz Grzywacz
Props / Zbigniew Błażejewski
Still Photographer / Karolina Grabowska
Transportation / Krzysztof Burzyński / Czesław Kubiak / Dariusz Misztal
Artistic Supervision / Piotr Wojtowicz

Quella che possiamo definire come nazionale under 21 del rap italiano se n’e uscita venerdì scorso con questo brano, Bimbi, solo leggerissimamente autocelebrativo. Alla regia Orazio Guarino, già autore di un lungometraggio indipendente, e che con la sua Naffintusi ha all’attivo circa una ventina tra videoclip e live video. Questa collaborazione rappresenta un grosso salto in avanti per il regista tarantino, che potrà mettere in portfolio un video da oltre 10 milioni di visualizzazioni (al momento poco più di 1 milione, ma diamo tempo al tempo).

Per la quantità di pubblico che questi artisti sono in grado di attirare e per l’importanza che il video riveste nella loro strategia comunicativa, è doveroso interessarsi a questo lavoro. Peccato però che il promo in sé non presenti originalità di rilievo. Del resto, la confluenza di cinque artisti e l’importanza della loro presenza fisica costringe al perfomance video canonico, mentre il buget italiano suggerisce un lavoro minimale sulla scenografia. I set utilizzati infatti un paio, giusto ripensati un poco per ogni artista.

La tematica della droga – quasi sempre presente nei testi di questi rapper – è brillantemente rivisitata con la trovata dell’oppieria cinese. Meno convincente – perché ormai stravisto – l’uso degli occhiali VR nella strofa del secondo performer – Rkomi -. Ovviamente non manca l’oggettificazione delle donne, un classico del genere, che non ci stancheremo di stigmatizzare: qui la presenza femminile va dalla coreografia accennata al comodino.

Il tempo ci dirà se Bimbi sarà parte di un percorso duraturo e incisivo oppure un corollario all’ennessima meteora nel firmamento della musica italiana.

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