Scelta in controtendenza, quella di Mecna, che commissiona sei videoclip per altrettanti brani del suo EP Introspezione. Sono brani brevi, piano e voce, con cui il rapper foggiano prova non solo a mettersi a nudo, come si suol dire, umanamente, ma anche a spogliarsi di ogni strategia promozionale, prendendo la distanza dalle operazioni volte ai numeri per tornare all’essenza del fare musica. Laddove il mondo si concentra sulla superficie, guardarsi dentro.
Paraddosale, o forse proprio il contrario, che in questo anti-lancio pubblicitario a farla da padrone siano allora i video. Singolare anche la scelta di affidare ciascun brano a un regista differente, offrendo uno stimolante caleidoscopio di interpretazioni visive dove tracciare parallelismi e contrasti.
E i video, quindi? Nei mesi scorsi erano già usciti i due promo più strutturati: Sistemarsi (firmato Broga’s), di cui abbiamo scritto qui, e La giostra, forse l’episodio più pop in cui i Mòndeis (Asia J. Lanni e Nicola Bussei) mettono in parallelo una coppia di ex sullo sfondo del loro appartamento e di Milano. Ora con l’uscita ufficiale dell’EP, se ne aggiungono altri quattro.
Ad aprire troviamo B/N, di Simone Peluso, pudicamente chiamato “Visual” e non “Official Video”: si tratta di un montaggio altamente estetizzante che mescola stock, found footage, AI e riprese mixed media in cui si esaspera la grana dell’immagine invocandone l’origine analogica e producendosi in un gioco di texture in bianco e nero (come da titolo) che introduce al mood dell’EP. Segue un altro lavoro in bianco e nero, Passione, diretto stavolta da Francesca Silvestri (che già aveva curato la copertura video di concerti e tour del rapper, nonché il visual per 07:34). Qui la visione di Mecna si traduce in una serie di metafore visive, dove spicca soprattutto quella più semplice: le cuffie intrecciate tirate fuori dalla tasca, impossibili da districare come il caos in cui siamo immersi e nel quale la “vera” musica viene soffocata.
L’EP si chiude con altri due lavori. Il quinto promo è Pizza a domicilio, dove Nicolò Bassetto punta saggiamente tutto sul playback, ruotando vorticosamente attorno a un colloquio tra il rapper e una donna, colloquio che è a metà strada tra una seduta dalla psicologa (un grande classico del rap, chiedere a Fibra o a Kendrick), un interrogatorio e un’intervista di lavoro. Infine troviamo Caro Inverno: ode alla stagione più fredda dell’anno, la canzone viene accompagnata da un ibrido tra riprese dal vivo che vedono protagonista Mecnad e scene GenAI realizzata da Christian Kondic. Tutto si fonde in un digitalissimo collage che fa da contrappunto al primo capitolo.
Da amanti del videoclip, non possiamo che salutare con entusiasmo questa operazione. E, non sappiamo quanto l’effetto sia stato ricercato, va sottolineto come lo sguardo di insieme restituisca una fotografia piuttosto precisa della scena videomusicale italiana chiamando a raccolta diverse griffe in forte ascesa e mettendo in fila una serie di trend estetici che, al di là dei giudizi di valore, stanno definendo questa fase di transizione del videoclip.
