Classifiche 2018: La TOP 20 – ESTERO di Alessio Rosa


10 – Motorama – I See You (Kinopravda)

I Kinopravda hanno realizzato alcuni dei migliori videoclip degli ultimi anni. Quasi sempre a partire da un semplice motivo visivo (in questo caso tutti i personaggi sono ripresi durante un sonnellino), che poi viene elaborato attraverso un dettagliato lavoro di montaggio e magari qualche spunto narrativo, sempre perfettamente studiato per procedere armoniosamente con le evoluzioni della musica. I See You è un vero e proprio gioiellino, con dettagli curatissimi pronti ad aprire squarci sulla vita dei tanti personaggi che popolano la clip, inserti psichedelici taglienti che svegliano i protagonisti e al tempo stesso destano l’attenzione dello spettatore.


9 – Gesaffelstein – Reset (Emmanuel Cossu)

L’atteso ritorno di Gesaffelstein colpisce nel segno. Il producer francese aveva visto la sua musica affiancata da alcune delle visual più incisive (e più copiate) del decennio, opera della coppia francese Fleur&Manu. Reset è diretto dal Emmanuel Cossu (cioè Manu) e contrappone la coazione a ripetere dell’industria musicale – lo stesso attore nei panni di rapper sempre più agghindati, sempre più stanchi -, la competitività selvaggia che vi sta dietro – si veda l’amico del rapper pronto a prenderne il posto quando questo cade -, la lotta disperata per l’attenzione che l’attraversa – la carrellata a precedere dove la folla lotta per un posto davanti all’obbiettivo – alla presenza scultorea, opaca e riflettente di Gesaffelstein, paragonabile quasi al monolite nero di Odissea nello Spazio. Non siamo ai livelli monumentali di Pursuit e non c’è la fotta di Hate or Glory, ma questo anche perché il brano ha più il sapore di un intro.



8 – Moses Sumney – Quarrel (Allie Avital, Moses Sumney)

Moses Sumney e Allie Avital hanno dato vita ad uno dei sodalizi più felici degli ultimi due anni. Quarrel rappresenta la summa del loro lavoro, con una lenta e precisa costruzione che porta dritta dritta al finale clamoroso e rivelatorio. Il promo è ambientato in un ranch sperduto tra le nevi, dove il cantante addestra un cavallo. Il video si inerpica poi in un sentiero di amore e morte morbosissimo, che è puro Avital.


7 – King Krule – Biscuit Town (CC.Wade)

Psichedelico quadretto di solitudine urbana diretto, Biscuit Town vede Archy Marshall nei panni di uno yuppie disperato, ma che potrebbe anche benissimo essere un personaggio uscito dalla penna di Bukowski o di Carver, oppure ancora il protagonista di un noir senza trama. Forse rimugina su una donna (che nuota leggera nel cielo notturno alla luce della luna piena), mentre passa dal suo appartamento decadente al bancone di un bar con una bellissima transizione surreale.

Ambientato in una citta di cartone – ispirata alla serie fotografica “Le città minime” di Matteo Mezzadri -, il promo lascia diverse domande aperte, in una consequenzialità libera, che riverbera il flusso di coscienza delle lyrics. I CC.Wade (ovvero i fratelli Michael e Paraic Morrissey) hanno inoltre disseminato il video di easter egg e riferimenti ai loro precedenti videoclip per King Krule.



6 – Yesh – VII (rubberband)

Segnatevi questo nome: rubberband. Al secolo Jason Sondock e Simon Davis, registi newyorkesi già autori di alcuni lavori calmorosi. Su tutti questo VII, per la cantautrice tibetana Yesh. Opera di rara potenza visiva, che a partire dal funerale di un’anziana signora, innesta una riflessione sensoriale sulla perdita e la matrilinearità. Protagoniste del video sono infatti la figlia e la nipote della deceduta, la cui elaborazione del lutto viene raccontata non tanto in senso strettamente narrativo, quanto piuttosto affidandosi quadri dal valore simbolico.

Il video non è stato pensato solo come una clip, ma anche come un’installazione, sia fisica che online. All’indirizzo thisisyesh.com si può infatti rivedere il video ma attraverso un nuovo montaggio. Grazie ad uno specifico algoritmo esistono 6,2 miliardi di versioni differenti, quasi una per ogni singolo essere umano vivente.