SPECIALE PIVI: presente, passato e futuro del videoclip indie italiano

 

È notizia di ieri l’assegnazione del Premio PIVI al miglior videoclip indipendente italiano a Maometto a Milano (nella foto), video di Colapesce diretto da Zavvo Nicolosi e prodotto da Ground’s Oranges. La casa di produzione siciliana ha piazzato inoltre sul podio anche un secondo video, Catene, diretto per gli Zen Circus.

 

I votanti – «una giuria composta da Super-Giurati come la redazione di Noisey, Billboard Italia, Soundie (film festival di Barcellona, partner del PIVI), Diletta Parlangeli (IlFattoQuotidiano, Wired), Riccardo DeStefano (direttore Exit Well), Francesca Piggianelli (Roma Videoclip), Daniele Sidonio (l’Isola Che non C’era, RockIt) oltre ai giornalisti musicali accreditati al MEI 2018» – hanno relegato al secondo posto Quello che non siamo diventati di Motta (regia The Astronauts) e ai bordi del podio il cartoon di Ipocondria, brano firmato da Giancane e regia di Davide Batanimotion su disegni di Zerocalcare.

 

Il video di Motta, secondo classificato. Peccato che sia la copia di un cortometraggio svizzero del 2010.

 

Solo quinto (e settimo) Francesco Lettieri con i suoi video per CalcuttaParacetamolo, preferito a Pesto e Orgasmo – e Liberato – la dilogia Intostreet/Je Te Vogli Bene Assaje, anche questi a nostro avviso soprendentemente preferiti a Me staje appennen’ amò.

Fra i primi dieci troviamo anche: UNA VITA IN CAPSLOCK, di Myss Keta (regia di Simone Rovellini); Against Your Will, dei Mamavegas (Andrea “Spentriu” Rinaldi); This War, di Elenoir (Cristiano Pedrocco); Missili, di Frah Quintale feat. Giorgio Poi (Daniel Bedusa e Danilo Bubani).

 

Il video ipnotico dei Mamavegas

Va ricordato inoltre che, prima di portarsi a casa l’ambito premio, Nicolosi aveva già avuto la soddisfazione di raccogliere il record di nomination annuali, con ben tre candidature, delle quali solo Meglio così per Gazzelle è rimasta fuori dalla top ten. Senza dimenticare che mancava Totale, altro videoclip di Colapesce che non avrebbe sfigurato, anzi. Avergli preferito Maometto a Milano rappresentava evidentemente già più di un indizio su chi vantasse i favori del pronostico.

Ma al di là dei vincitori e dei vinti, dei giudizi soggettivi su questo o quel video e le gerarchie fra essi, il premio PIVI restituisce soprattutto una fotografia della produzione videomusicale indipendente italiana. Non troppo a fuoco magari – diversi video interessanti non erano nemmeno candidati -, ma sufficiente a restituire un’idea dello stato dell’arte qui nello stivale.

Abbiamo quindi deciso di prendere la palla al balzo e di affrontare una ricognizione storica sui vincitori passati. Per offrire un affresco, ovviamente solo parziale,dell’evoluzione recente della videomusica italiana, sulle parabole dei suoi protagonisti, spesso ingiustamente ridotti ai margini. Tutto comincia nell’anno del signore 2006…